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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/02/2012  -  stampato il 07/12/2016


Quell'intervista in cui l'UGL ci definiva "Guardie penitenziarie"...

E’ pretestuosa la posizione assunta dall’ugl nei confronti del Sappe per l’intervista del nostro segretario generale al settimanale L’espresso.

Capece non ha mai parlato di agenti ‘imboscati’ al Dap: ha invece constatato l’affollamento negli uffici dipartimentali e provveditoriali di direttori, educatori, assistente sociali e ragionieri rispetto all’esiguità di queste figure professionali nelle carceri (diverse decine delle quali sono ancora senza direttore titolare).

Cosa diversa è pubblicare un comunicato stampa: l’articolo o i lanci di agenzia riprendono pari pari quello che c’è scritto. Se si scrive, ad esempio, di ‘freddo killer’ non ci si deve stupire se poi giornali ed agenzie di stampa parlano di ‘detenuti morti di freddo’. Ma per le interviste che durano tempo e voi vengono condensate in poche battute non è così.  

Non sempre quel che si dice è quel che poi si legge. Il 16 dicembre scorso, ad esempio, un quotidiano pubblicò una intervista al segretario confederale dell’ugl Centrella leggendo la quale si dedurrebbe che ha identificato il nostro Personale chiamandolo “guardie penitenziarie”. Volendo, avremmo potuto strumentalizzare quelle parole. Non polemizzammo invece pensando, appunto, che Centrella non avesse usato tale definizione, ritenendo la polemica stucchevole e che comunque il giornalista ci avesse messo del suo.

Oggi invece assistiamo alla penosa strumentalizzazione di una frase mai detta da Capece proprio dalla componente minoritaria di quella confederazione presente nel nostro settore. Una polemica, appunto, leziosa, patetica, fastidiosa: stucchevole. Anche in questo si distingue un grande Sindacato da uno piccolo.

Leggi l'intervista a Centrella (pdf)