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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/03/2012  -  stampato il 09/12/2016


DAP, prove tecniche di chiusura del CED: ovvero buttare il bambino con l’acqua sporca

Che l’Ufficio per la gestione e lo sviluppo del Sistema informativo automatizzato (che per comodità continueremo a chiamare CED) del DAP non navigasse in buone acque lo si sapeva da tempo. Ma che si arrivasse al blocco totale di quasi tutte le applicazioni informatiche gestite dal DAP che servono tutta la periferia dell’Amministrazione e altri Enti esterni, non pensavo ci si arrivasse tanto facilmente. Pensavo che qualcuno sarebbe intervenuto prima.

Eppure, pochi giorni dopo la scadenza del contratto di assistenza da parte dell’IBM, una parte consistente del Sistema Informativo Automatizzato è collassato bloccando buona parte delle attività del centro e della periferia dell’Amministrazione penitenziaria. E’ un caso, certo, non c’è nessuna associazione tra i due eventi, ma le avvisaglie c’erano state. Il personale aveva avvertito i Dirigenti del DAP che il rischio c’era. Alcuni giorni prima c’erano stati problemi con i server di backup, ma niente… nessuna iniziativa da parte dei vertici dell’Amministrazione. Forse troppo impegnati nelle lotte intestine e nei cambi di stanza tra terzo, quarto e quinto piano dell’edificio.

Anche negli anni scorsi il personale aveva scritto appunti e interpellato i sindacati, ma per la famosa legge di San Tommaso (se non vedo non credo) il DAP è sempre rimasto sordo. Forse perché non è nemmeno in grado di capire cosa c’è al di la della porta a vetri del CED o forse perché i Dirigenti del DAP immaginano che i computer vivano di vita propria e che tra il proprio iPad e un Mainframe dell’IBM non corra poi tanta differenza: al limite si spegne e si riaccende e tutto rifunziona. A proposito: “tutto quel personale che ci sta a fare? Che tornassero a lavorare in Sezione a svolgere i loro compiti istituzionali!” devono aver pensato.

Eppure rimane un barlume di speranza. La speranza che qualcuno (o qualcuna) di buona volontà e ottime possibilità, dal terzo piano inizi a chiedersi perché tutto il mondo occidentale investe in soluzioni informatiche e noi del DAP lasciamo tutto che vada in malora?

Mancano i fondi? E’ vero, ma non mancano le potenzialità di lavorare in modo migliore spendendo meno.

In molti riteniamo che in passato siano state fatte scelte sbagliate, investimenti inutili, potenzialità e professionalità sprecate. Non si è investito in formazione, non sono state approntate le idonee soluzioni e si sono spesi soldi (tanti soldi) in applicazioni che non sono mai partite o mai utilizzate (SADAV, Data Warehouse, portali della formazione…).

Che colpa ne ha il CED, inteso come personale e come potenzialità, se in passato i Dirigenti dell’Amministrazione lo hanno sottoutilizzato o sfruttato per i propri interessi?

Se proprio non ci si fida del personale che opera nel CED o di un semplice informatico (seppure informato), che ci si andasse almeno a rispolverare e rileggere la lettera del 23 gennaio 2008 (protocollo n. GDAP-0028654-2008) in cui il Capo del DAP Ettore Ferrara aveva scritto: “L’emanazione di numerose deleghe emanate nel corso del 2007 concernenti le esigenze di organizzazione e coordinamento riguardanti la funzionalità del sistema informatico, nonché la delineazione delle connesse esigenze di ottimizzazione delle risorse dell’Amministrazione, ha condotto, oltre che alla risoluzione di specifiche problematiche, anche all’evidenziazione dell’urgenza di un piano di consolidazione e sviluppo del sistema informatico del Dipartimento, alla cui attuazione deve procedersi, dopo il primo anno di riforme di taglio amministrativo, e di impegno nei settori rientranti nella missione istituzionale del DAP. L’esigenza si articola sia sul rafforzamento intrinseco del Sistema Informativo, attraverso l’accentuazione dell’autonomia dello stesso rispetto a professionalità esterne, sia quello estrinseco, in termini di coordinamento dell’Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato con le Direzioni Generali, gli Uffici di staff e la DGSIA” - e ancora – “Si delinea dunque l’esigenza di un programma funzionale di realizzazione, a medio termine, di adattamenti e modifiche di carattere tecnologico, organizzativo e metodologico. Il piano attuativo di un progetto già delineato nelle linee generali  (cfr. relazione del dr. Armando D’Alterio, in allegato) (46 pagine di allegato ndr) persegue lo scopo di attribuire al Sistema informativo automatizzato la centralità riconosciutagli dall’architettura del Dipartimento, pensata in occasione della realizzazione dell’attuale impianto, nell’ambito del quale il S.I.A. costituisce la centrale di alimentazione dell’apparato direzionale del DAP e di tutti i suoi fondamentali processi decisionali”.

Poi ci furono le elezioni politiche e arrivò il nuovo Capo del DAP Franco Ionta e forse qualcuno nascose o ignorò quella lettera…

Fatto sta che di quegli intenti non se ne fece più nulla, ma forse siamo ancora in tempo se solo qualcuno evitasse di buttare il bambino del CED con tutta l’acqua sporca!

 

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