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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/03/2012  -  stampato il 06/12/2016


Commissari di Polizia Penitenziaria: se ci siete battete un colpo e non solo sul riallineamento!

 

Sono passati  dodici anni dal Decreto Legislativo n. 146 del 21 maggio del 2000 che istituiva i ruoli direttivi della Polizia Penitenziaria, meglio noti come Commissari del Corpo di Polizia Penitenziaria.

E’ stato sicuramente un successo che ha sancito un principio, un “rompighiaccio” a cui sarebbero dovuti seguire tanti altri successi e sbocchi per il Corpo. Già la definizione “Commissari” è stata di per sé una conquista. In alcuni ambienti dei nostri cugini  della Polizia di Stato infatti, c’erano state non poche perplessità e resistenze al fatto di consentire anche a noi la denominazione di “Commissari” che secondo alcuni sarebbe dovuta rimanere ad esclusivo appannaggio della Polizia di Stato.

Ma altri distinguo fecero breccia e alcune differenze in effetti tra i Commissari di Polizia Penitenziaria e quelli della Polizia di Stato, esistono ed esisteranno fino al tanto auspicato “riallineamento”.

Il RIALLINEAMENTO è diventata l’unica parola d’ordine che compare da ogni parte, anche quando meno te lo aspetti, anche sulla bocca di persone da cui non te lo saresti mai immaginato.

Ma possibile però che solo questa sia l’unica richiesta e voce che filtra dal Ruolo dei Commissari della Polizia Penitenziaria?

Possibile che in circa dieci anni soltanto questa sia la richiesta e la voce che filtra dal Ruolo Direttivo della quarta Forza di Polizia dello Stato?

Ed è mai possibile che oltretutto questa voce non venga espressa da quel “Coordinamento” che i Commissari in pompa magna s’erano creati da soli, ma debba essere portata avanti da ambasciatori sindacali e politici vari?

Metteteci almeno la faccia!

Le aspettative e le speranze di tutto il Corpo nei confronti dei “nostri” Commissari erano enormi. Nessuno di certo si aspettava che tante cose si sarebbero risolte con il solo Decreto Legislativo, ma da allora ad oggi qualcosa in più penso che lo si poteva fare… o quantomeno lo si poteva dire.

Intanto si sarebbe dovuto evitare di fare un errore strategico: in qualità di vertice della Polizia Penitenziaria, i Commissari avrebbero dovuto evitare di dividersi in tanti rivoli, dando alla luce tante Associazioni di categoria. In questo modo hanno svuotato la loro funzione di “guida” e “rompighiaccio” della Polizia Penitenziaria, annacquando ed appiattendo le loro richieste di categoria (e del Corpo) sulle posizioni ed interessi di altri soggetti.

Quella che ne è scaturita è una situazione ridicola.

Esistono Commissari “speciali” che pensano alla pensione, Commissari “ordinari” che pensano alla Dirigenza, Commissari “dipartimentali” che pensano ai fatti loro e Commissari “di passaggio” per i quali la Polizia Penitenziaria sembra quasi un incidente di percorso nella loro carriera di Funzionari dello Stato. Ovviamente ci saranno pure Commissari motivati e qualificati, al servizio dello Stato e della Polizia Penitenziaria, ma fino ad ora sono rimasti volontariamente o involontariamente schiacciati dagli altri.

Ecco, almeno a questi rivolgo un ultimo appello: unitevi pure al coro di quanti richiedono il riallineamento con i Commissari della Polizia di Stato che è cosa giusta e legittima, ma tirate pure fuori gli attributi e iniziate a prendere le redini del Corpo!

Non è possibile che quattro volponi di Generali “disciolti” occupino ancora i vertici dell’Amministrazione, che quattro ragionieri “riqualificati” occupino Uffici che in altri Corpi sarebbero ad esclusiva e legittima competenza della Polizia Penitenziaria. Non è possibile che dal vostro gradino superiore a tutti noi Agenti, Sovrintendenti ed Ispettori della Polizia Penitenziari, si oda solo la richiesta di riallineamento!!!

In tante foto vi fate ritrarre in atteggiamenti marziali, con la sciabola dritta e con lo sguardo fisso. Molto bene, ma la differenza tra persone autorevoli e marionette sta in quel che avviene dopo il “rompete le righe”.

Non è più tempo di nascondersi o farsi da parte aspettando tempi migliori. Magari ottenendo un riallineamento inserito in qualche comma di qualche disegno di Legge…  

La Polizia Penitenziaria sta vivendo un periodo difficile che mette in crisi e sacrifica migliaia di Agenti e loro famiglie. Non è ammissibile che l’unica voce e l’unico punto fermo che siete in grado di proporre sia il “riallineamento”!

Il vostro compito è anche quello di guida ed indirizzo morale del Corpo. Iniziate a gestire la Polizia Penitenziaria e smettetela di “piegarvi” ai Direttori, ai sindacati, al Dipartimento, ai tanti piccoli interessi personali.

Cari Commissari, siete la nostra guida. Iniziate ad unirvi tra di voi per primi e dimostrate di cosa siete capaci: iniziate a fare proposte e a dare una direzione alla Polizia Penitenziaria!

 

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