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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2012  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotto Penitenziario, da 15 anni in servizio al nord: ma quando avrò diritto a riunirmi alla mia famiglia ?

Salve parlo a nome mio e di tanti colleghi, oramai sono allo sdegno più totale in quanto da più di 15 anni buttati in galera come quasi dimenticati dalla nostra amministrazione, lontani dalle nostre aspettative future, sperando in un fantomatico trasferimento per raggiungere i nostri  cari, famiglie, ragazze, ecc. perché marciamo ancora per distanze chilometriche senza mai una speranza di un degno trasferimento?

Non sono l'unico a chiedermelo questo quesito. Anche in altri Corpi di Polizia, di norma, è stabilito un periodo di servizio lontano dalla propria terra, ma comunque nel giro di un max di 8/10 anni, si può tornare a casa.

Qui in questo corpo "polizia" è l'esatto contrario in tutto, non funziona  nulla! Ci facciamo abbindolare da promesse sindacali di qualsiasi colore ...ma alla fine ne paghiamo le conseguenze! Non ho ancora visto un sindacato che si sia fatto avanti nei confronti del DAP per stabilire in via prioritaria, una  politica di assunzioni e trasferimenti degni di nota, tale da permettere che venga meno lo stress di tutti noi colleghi che da anni ci troviamo a lavorare in condizioni che tutti conosciamo. Oltretutto siamo costretti a sopravvivere e dico sopravvivere, da pezzenti nelle città del nord dove la vita, affiti, mutui, case ecc. sono diventati la ciliegina sulla torta per completare una vita che è improponibile.

Nessuna agevolazione di sorta per la Polizia Penitenziaria in tema di logistica, abitazioni (edilizia ecc) insomma siamo abbandonati a noi stessi aspettando il miraggio di un trasferimento che dopo anni ed anni dovrebbe essere più che meritato.

Rimango nella speranza che questo Sindacato di cui faccio parte possa prima o poi interagire in una questione di principale importanza.

Distinti saluti a tutti voi cari colleghi, e non fate  la guerra tra poveri! Attendo speranzoso una notizia: ho sempre creduto nel SAPPE!

Giuseppe (lettera firmata)