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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/04/2012  -  stampato il 03/12/2016


Robot della Polizia Penitenziaria: dalla Corea parte la sperimentazione nelle carceri

Il lavoro di agente di Polizia Penitenziaria potrebbe evolversi, grazie alla nuova presenza meccanica che si chiama Robot-guardia. L'idea nasce in Corea ed è li che partono tutti gli studi, ma nulla vieta che prima o poi questi robot arrivino fino alle carceri italiane.

Ecco che arrivano i robot penitenziari che dovrebbero sostituire la figura del poliziotto penitenziario. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa ma ora è arrivato il tempo che il robot entri in azione. Nelle carceri della Corea del Sud il primo “robot guardia” è all'opera e il suo compito sarà quello di controllare i detenuti ed il loro comportamento.

Inizialmente avrebbe dovuto iniziare il suo collaudo entro la fine di marzo, ma con qualche giorno di ritardo, le sperimentazioni sono iniziate. Il costo di questa sperimentazione si aggira sugli 860.000 dollari.

Dotato di sensori e fotocamere 3D il robot potrà valutare i comportamenti dei detenuti ed avvertire preventivamente i poliziotti penitenziari; grazie ad un allarme sonoro, di cui è dotato, ogni situazione anomala sarà verificata tempestivamente dalle guardie. Ad aiutare anche il lavoro degli agenti ci sarà la possibilità di visualizzare a video le scene ritenute anomale dal robot e, qualora ce ne fosse la necessità, potranno anche vedere su schermo il volto o i volti dei responsabili dell'accaduto.

Nonostante questo sia solo il primo prototipo messo all'opera, sembra che le carceri della Corea potranno presto beneficiare di questo preziosissimo aiuto.

Il Robot-guardia rimarrà solo ed esclusivamente un collaboratore ma il lavoro reale sarà sempre svolto dai poliziotti penitenziari.

 

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