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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/04/2012  -  stampato il 03/12/2016


Quasi dimezzato lo stipendio del Capo del Dap: da 540.000 a 290.000 euro. Ma sono sempre troppi!

In relazione all’editoriale pubblicato qualche giorno addietro, rilevo, non senza qualche soddisfazione, che -anche se per via indiretta – è arrivato, comunque, l’intervento del Governo per la riduzione della indennità percepita dal Capo del Dap, in qualità di Comandante del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Nel mese di marzo, ma con decorrenza aprile 2012,  è stato emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (in virtù della delega contenuta nella legge “salvaitalia”) dove viene stabilito un tetto alle retribuzioni dei top manager delle amministrazioni pubbliche con riferimento allo stipendio percepito dal Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione (ca 290000 euro), che costituirà, da adesso in poi, il massimo della retribuzione possibile per un dirigente dello Stato.
Grazie a questo decreto sarà, praticamente, quasi dimezzato lo stipendio del Capo del Dap passando dai circa  550000 euro di oggi ai 290000 di domani.
In relazione al principio dei diritti acquisiti, francamente non so con certezza se il Dpcm avrà efficacia sulla retribuzione dell’attuale Capo del Dap e, soprattutto, su quella dei passati Capi del dipartimento che, come è noto, mantengono il diritto a percepire l’indennità dopo aver lasciato l’incarico (anche sul trattamento pensionistico), ma so almeno con sicurezza che da adesso in poi la poltrona di largo Daga non sarà più il terzo posto più retribuito della Stato italiano.
Se da un lato questo è confortante, perché chi è alla ricerca soltanto dei soldi avrà a disposizione parecchie altre alternative,  non è altrettanto soddisfacente la cifra stabilita come tetto che, a mio parere, è  ancora spropositata per l’incarico di Capo della Polizia Penitenziaria.
Avrei preferito, come ho già avuto modo di dire, che anche la retribuzione del Capo del Corpo fosse proporzionata a quella dei quarantacinquemila uomini e donne che deve comandare.
In questa ottica, considerato che un dirigente generale del Corpo (quando lo avremo) potrebbe raggiungere, al massimo, una retribuzione di circa cento-centoventimila euro l’anno, a mio parere il Capo del Dap non dovrebbe percepire più di centocinquanta-centosettantamila euro all’anno.
Parlando di queste cifre, mi sembra doveroso rammentare che lo stipendio medio della Polizia Penitenziaria è stimato intorno ai trentacinquemila euro all’anno, e che la base retributiva parte dai circa venticinquemila euro all’anno dell’agente.
Per dovere di cronaca, ecco un ampio stralcio del Dpcm che ha stabilito il tetto retributivo per i dirigenti delle amministrazione pubbliche.
  
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 
Visto l'articolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il
consolidamento dei conti pubblici", convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
.....
 
Decreta:
 
Art. 1
Oggetto
 
1. Il presente decreto, adottato in attuazione dell'articolo 23-ter
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante "Disposizioni
urgenti per la crescita, l' equità e il consolidamento dei conti
pubblici", convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, fissa il livello remunerativo massimo omnicomprensivo
annuo degli emolumenti spettanti a ciascuna fascia o categoria di
personale che riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o
retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo
con le pubbliche amministrazioni statali, di cui all'articolo l,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, nonché quelli in regime di diritto pubblico di cui
all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo, e   successive
modificazioni, fermo restando che la definizione, al di sotto del
suindicato limite, dei rispettivi trattamenti economici resta di
competenza del contratto collettivo nazionale e della contrattazione
interna a ciascuna amministrazione e, per i dirigenti pubblici, della
contrattazione individuale.
 
Art. 2
Soggetti destinatari
 
1. Sono soggetti destinatari delle disposizioni del presente
decreto le persone fisiche che ricevano retribuzioni o emolumenti a
carico delle pubbliche finanze in ragione di un rapporto di lavoro
subordinato o autonomo, con le pubbliche amministrazioni statali, di
cui all'articolo l, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni, nonche' quelli in regime di
diritto pubblico di cui all'articolo 3 del   medesimo   decreto
legislativo, e successive modificazioni.
 
Art. 3
Limite massimo retributivo
 
1. A decorrere dall' entrata in vigore del presente  decreto, il
trattamento retributivo percepito annualmente, comprese le indennita'
e le voci accessorie nonche' le eventuali remunerazioni per incarichi
ulteriori o consulenze conferiti da amministrazioni pubbliche diverse
da quella di appartenenza, dei soggetti di cui all'articolo 2 non
puo' superare il trattamento economico annuale complessivo spettante
per la carica al Primo Presidente della Corte di cassazione, pari
nell'anno 2011 a euro 293.658,95. Qualora superiore, si riduce al
predetto limite. Il Ministro della giustizia comunica annualmente al
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e al
Ministro dell'economia e delle finanze eventuali   aggiornamenti
relativi all'ammontare del predetto trattamento.
2. Ai fini dell'applicazione della disciplina di cui al comma 1,
sono computate in modo cumulativo le somme   comunque   erogate
all'interessato a carico del medesimo o di piu' organismi, anche nel
caso di pluralita' di incarichi conferiti da uno stesso organismo nel
corso dell'anno. A tale fine, i soggetti destinatari di   cui
all'articolo 2 sono tenuti a produrre   all'amministrazione   di
appartenenza, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto, una dichiarazione ricognitiva di   tutti   gli
incarichi comunque in atto a carico della finanza pubblica, con
l'indicazione dei relativi importi. A regime, tale dichiarazione e'
resa entro il 30 novembre di ciascun anno.