www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/04/2012  -  stampato il 11/12/2016


Elezioni amministrative: il qualunquismo elettorale di alcuni poliziotti penitenziari

Noi Poliziotti Penitenziari, salvo qualche rara eccezione, non ci siamo mai dimostrati interessati alla politica. La politica, i politici in genere, ci interessano nella misura in cui  li possiamo insultare a seguito delle notizie di cronaca che ci rimandano una classe politica corrotta, ladra, dove si investono i soldi pubblici in diamanti e lingotti d’oro, mentre la gente normale sbarca il lunario con poco più di mille euro al mese. Ci interessa nella misura in cui possiamo insultare chi ci ha ingannato ancora una volta promettendoci un’attenzione particolare per le forze dell’ordine, rivelatasi poi con il blocco del contratto di lavoro, con la sparizione degli aumenti di stipendio, con l’insabbiamento di un diritto acquisito quale l’assegno di funzione (a proposito: che fine ha fatto?)

Ma accade però un fatto strano che stravolge tutte le teorie sul qualunquismo dei Poliziotti Penitenziari: infatti, quando si avvicinano le elezioni amministrative, comunali o provinciali, i poliziotti penitenziari vengono presi da sacro furore politico e si candidano in massa in partiti, partitini, liste civiche, arrivando persino, in taluni casi, a presentare intere liste di poliziotti penitenziari (sic!!).

Il sacro fuoco della politica, l’interesse per la collettività, il mettersi a disposizione dei propri concittadini pervade l’animo dei nostri, dei miei, colleghi e loro, con spirito di sacrificio e abnegazione, si pongono al servizio dei partiti fornendo alla politica un esercito di candidati.

In realtà è ben altro a spingere questo esercito silenzioso alla candidatura: sono i quasi 30 giorni di ferie retribuite che spettano all’appartenente al Corpo della Polizia penitenziaria, ovvero quel periodo che va dall’accettazione della candidatura al giorno precedente la chiusura della campagna elettorale.

30 giorni di ferie retribuite. 30 giorni di viaggio, da casa all’Istituto, risparmiati. 30 giorni di benzina risparmiata (che di questi tempi non è poco). 30 giorni  (vedi le amministrative di quest’anno) che ti permettono di beccare in unico sol colpo Pasqua, pasquetta, 25 aprile e 1° Maggio: che colpaccio!

Le carceri si svuotano, tanti sindacalisti o pseudo tali si candidano, facendo stravolgere proprio quel servizio programmato per il quale hanno tanto lottato e insultato direttori e comandanti. I Comandanti di reparto che devono prendersi responsabilità come quella di togliere le sentinelle per tamponare il vuoto profondo causato dalle decine di assenze politiche.

Non voglio prendere le difese dei Comandanti, assolutamente. Voglio prendere le difese di quei poveri colleghi che in questo momento, con le carceri vuote, sopperiscono alle assenze di loro colleghi che non hanno nessuna velleità politica ma solo il bisogno di starsene a casa a spese degli altri che si dovranno sobbarcare due e tre posti di servizio, con riposi saltati e licenze revocate.

Questi stessi colleghi alla fine dell’agone politico prenderanno 0 (zero voti) qualcuno con la famiglia più numerosa 6 – 7 voti, qualche pseudo sindacalista andrà oltre i 20 voti. Mi chiedo cosa aspetti ancora il Ministro Severino a cancellare con un colpo di spugna questa norma che permette a centinaia di agenti di Polizia Penitenziaria, in un momento come questo in cui tutti ci lamentiamo per la carenza di personale, di assentarsi per trenta giorni dal servizio; che si assentino con il loro congedo, visto che abbiamo ancora congedo ordinario arretrato del 2009 – 2010. In un momento in cui il Governo cancella piccoli aumenti di stipendio, talvolta vitali per le nostre famiglie, come si può permettere ancora oggi un tale spreco di denaro, mettendo in seria difficoltà l’organizzazione degli Istituti?

Grazie colleghi candidati. Grazie per l’impegno che mettete nella vostra campagna elettorale, per le belle “santine” elettorali con slogan carichi di promesse che non verranno mai mantenute. Siamo sicuri che quando ritornerete in servizio sarete più rilassati e con le idee più chiare sul futuro della Polizia Penitenziaria che attualmente, anche grazie a voi, è sempre più NERO.