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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/04/2012  -  stampato il 09/12/2016


Cara dottoressa Simonetta Matone, questa non "Porta a Porta"

E’ davvero un modo strano quello di rispondere alle note sindacali da parte del DAP, alle Organizzazioni sindacali che sollevano seri problemi di gestione o strutturali relativi alle carceri.

L’ultimo caso è la risposta della dottoressa Matone, famosa per i suoi interventi nella trasmissione di Vespa “Porta a Porta”, al Sappe su alcune questioni legate alla gestione del carcere dell’Ucciardone.
 
Sull’Ucciardone abbiamo scritto tanto: articoli, poesie, commenti a iosa e tutto ci fa propendere per l’ipotesi che l’Ucciardone è un carcere che andrebbe chiuso al fine di ridare dignità alla carcerazione dei detenuti e dignità lavorativa agli agenti. (Leggi tutti gli articoli sul carcere dell'Ucciardone)
 
E’ davvero strano invece il tono delle risposte che la nuova dirigenza del DAP fornisce ai sindacati. Di solito si parte da una nota sindacale che puntualizza alcune problematiche strutturali o di gestione, problemi seri che meriterebbero un approfondimento almeno da parte dell’ufficio ispettivo, o magari da parte di uno dei tanti commissari che si trovano in Sicilia o altrove, incaricati all’uopo.
Una bella ispezione a sorpresa, alla fine della quale il funzionario, possibilmente uno in divisa, relazionerebbe ai superiori del DAP. Ma invece il DAP che fa? Udite, udite ... sui problemi sollevati dalle sigle sindacali chiede notizie al direttore, allo stesso direttore che è stato criticato sindacalmente.
 
Più che ovvio, è lapalissiano che il direttore darà delle risposte che contrastano punto per punto le note sindacali, giustificando il proprio comportamento o i propri ritardi sugli interventi non fatti, annullando di fatto le lamentele, probabilmente giuste, della sigla sindacale.
Ma la cosa più assurda, in questa commedia dai contorni pirandelliani, è che il DAP, nella persona della stimata dottoressa Matone, non fa altro che riportare, nella risposta al Sappe, ciò che riferisce il direttore accusato dalla sigla e quindi: “Tutto a posto, ciò che ha segnalato la sigla, o meglio ciò che segnala da anni, probabilmente è frutto di allucinazioni”.
 
Eppure, a parer mio, sarebbe bastato inviare all’Ucciardone, non dico un Commissario, non dico nemmeno un Ispettore o un Sovrintendente, ma un buon assistente capo con 30 anni di servizio, con qualche nozione di accordo quadro, contratto di lavoro e legge sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (ce ne sono tanti ora, grazie alle continue modifiche sulla pensione) con l’incarico di constatare e relazionare direttamente al DAP sulle problematiche segnalate.
 
Invece si preferisce “giocare” ancora, essere elusivi, come dire: “Voi me l’avete segnalato, ma il direttore mi dice che non è così e ha una giustificazione a tutto ... e per me ha ragione il direttore!”
 
Grazie dottoressa. Avevamo proprio bisogno delle sue rassicurazioni, noi poveri poliziotti penitenziari che non avremo mai l’opportunità di partecipare a “Porta a Porta”.