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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/05/2012  -  stampato il 10/12/2016


Guardiamoci lo spettacolo del Dap: la tristezza dei vecchi dirigenti che se ne vanno e l'imbarazzo degli ultimi arrivati

Hanno ragione i cinesi: la parola “crisi” nella loro lingua significa anche “opportunità” e siccome l’amministrazione penitenziaria è sul baratro del collasso (che trascinerà inevitabilmente anche la Polizia Penitenziaria), consoliamoci almeno con lo “spettacolo” di vedere il tramonto dei nostri dirigenti.

Mi sembra di rivivere una seconda caduta del muro di Berlino con la differenza che nell’89, la caduta di quel muro, ha aperto una nuova stagione. Nel nostro caso ci sarà solo il crollo dell’amministrazione penitenziaria. Per sopraggiunti limiti d’età, prima Enrico Ragosa, poi Emilio Di Somma, nei prossimi giorni Luigia Mariotti Culla… hanno abbandonato e abbandoneranno i loro incarichi e i loro feudi. Ma sono solo alcuni dei dirigenti che hanno lasciato e lasceranno alla deriva l’amministrazione penitenziaria.

Non vorrei però sembrare uno di quelli che rimpiangono chi va via. Tutt’altro. A loro e alle loro doti “manageriali” dobbiamo lo sfacelo a cui siamo arrivati oggi. A loro va anche addebitata l’incapacità di allevare una (più) giovane classe dirigente che prima o poi avrebbe ereditato il comando del DAP. Mettiamoci pure una serie di “purghe e contro purghe staliniane” che si sono succedute ai danni del personale civile e di Polizia Penitenziaria nei vari uffici, ad ogni cambio degli ultimi Capi DAP … e la frittata è servita!

I primi risultati si vedono. Le seconde linee dei dirigenti non sono in grado di gestire alcunché. Siamo nelle mani di un Riccardo Turrini Vita (dirigente generale del personale) che non è in condizioni di conoscere dov’è ubicato il suo personale di Polizia Penitenziaria, coadiuvato da un responsabile dei distacchi che non è in grado di fornire al suo superiore una bozza di provvedimento degna, non dico di un’amministrazione centrale dello Stato, ma nemmeno di un comune dell’entroterra dove ci si conosce un po’ tutti per nome e cognome.

Complici, forse loro malgrado, due Vice Capi Dipartimento ed un “giovane” Capo Dipartimento alla sua prima esperienza a certi livelli di comando, che non hanno né gli strumenti e forse nemmeno la determinazione per arginare uno sfascio del genere. Altrimenti a quest’ora rotolerebbero teste nei corridoi del DAP per aver presentato sui tavoli del Capo e Vice Capo, certe cialtronerie amministrative come il provvedimento di missione per Rieti!

Il provvedimento di missione del personale che è stato individuato (ma faremmo meglio a dire “nominato”) per permettere l’apertura del nuovo carcere di Rieti è una prova dell’approssimazione e dell’incapacità di certe persone. Sul provvedimento ci sono tanti e tali e grossolani errori che viene il dubbio di stare su “scherzi a parte”. Purtroppo, invece, è lo specchio di un sistema penitenziario arrivato al capolinea. LETTERA DEL SAPPE ALLA MINISTRA SEVERINO PER VALUTARE L'OPERATO DEI DIRIGENTI DEL DAP

Hanno costruito un nuovo carcere a Rieti facendo finta di non conoscere (o forse non se ne rendono conto davvero) che poi per renderlo operativo serve parecchio personale di Polizia Penitenziaria. Lo hanno inaugurato omettendo che veniva aperto solo al 25% delle capacità “ricettive”. Poi si sono accorti che la storiella del nuovo carcere all’avanguardia che lavora ad un quarto del regime, non può più reggere e si sono ricordati di inviare il personale di Polizia Penitenziaria.

Oooopps! Disdetta. Negli ultimi anni ci si è “dimenticati” che serviva anche il personale di Polizia Penitenziaria per aprire nuove carceri…

Idea! Hanno preso il personale distaccato presso il DAP che è già stato impiegato per Perugia, Regina Coeli etc. negli anni e nei mesi scorsi! E’ un’idea “fantastica” sostenuta anche da alcuni Sindacati di Polizia Penitenziaria (o almeno così si definiscono). Peccato che così stanno raschiando il fondo del barile, scoprendo anche Direzioni e Uffici non secondari del DAP.

Già sento cantare vittoria i demagoghi che hanno da sempre prospettato la cacciata della Polizia Penitenziaria dal DAP. Sindacalisti che hanno illuso la periferia che questa e solo questa sarebbe stata la soluzione per risollevare le sorti delle carceri.

E’ la fine. E come ogni fine che viene gestita da incapaci, si tramuta in farsa con i dirigenti che continuano a farsi chiamare “Alla Signoria Vostra Illustrissima” nei moduli delle domande dei congedi e che allo stesso tempo sono stati in grado di redigere un provvedimento di missione con persone che non lavorano più nel DAP da anni, con persone in pensione e addirittura con nominativi di colleghi deceduti! Il provvedimento poi presentava altre assurdità che solo il SAPPE (ovviamente) è stato in grado di contestare. Avvertiti degli errori, i "nostri" dirigenti hanno cambiato il provvedimento nottetempo con la tenacia (o per meglio dire la testardagine) del sordo che non vuol sentire, perché qualche errore è stato corretto, ma le assurdità di fondo sono rimaste tali e quali.

Forse il DAP lo commissarieranno. Fra poco arriveranno al pettine tutte le ipocrisie e le incapacità progettuali dell’emergenza carceri inaugurata da Angelino Alfano e gestita prima da Franco Ionta e poi da Angelo Sinesio, di cui nel frattempo si sono perse le tracce, sue e di quel che rimaneva del Piano Carceri…

Godiamoci almeno lo spettacolo del trapasso (amministrativo) degli ultimi dirigenti e almeno ridiamo di questi che li stanno per sostituire che non sono nemmeno in grado di badare a se stessi.

 

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