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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/05/2012  -  stampato il 06/12/2016


Alfano ex Ministro della Giustizia fischiato nella sua Sicilia

Essendo un qualunquista, quale migliore occasione quella di andare a vedere l’ex Ministro della Giustizia Angelino Alfano che teneva un comizio elettorale a pochi chilometri da casa mia? Uno che dice le cose che tutti noi diciamo al bar ma, che per grazia ricevuta è segretario del maggior partito italiano (per ora), quindi  venerdì sera, poco dopo le 21, Angelino Alfano sale sul palco a sostegno del candidato sindaco Gianluca Amico. La piazza che ospita il comizio è riempita all’inverosimile. Un pubblico delle grandi occasioni, che però si rivela ostico nei confronti dei vertici “pidiellini” schierati sul palco.

Il discorso del segretario nazionale, arricchito di frasi fatte e luoghi comuni in perfetto stile Berlusconiano (difende Berlusconi da chi l’aveva accusato che a causa sua lo spread aumentava ecc. e tanti frasi già sentite e risentite in televisione)  viene più volto interrotto da urla e buu di contestazione. I fischi si fanno più assordanti quando Alfano pronuncia il nome di Alessandro Pagano. La chiusura dell’intervento è un crescendo di insulti: “buffone”.. “buffone” gridano dalla piazza, mentre gli applausi dei sostenitori vengono annientati dagli improperi di gran parte del pubblico.

La prima bordata di fischi arriva quando l’ex ministro mette piede sul palco, suscitando di contro il tifo dei supporter di centrodestra. Poi quando  prende la parola, il dissenso si fà sempre più pressante, tanto da suggerire ad Alfano la solita battuta che fanno quando la folla è stanca dei soliti luoghi comuni che gli escono dalla bocca:  “Questa campagna elettorale si distingue tra chi vuole parlare e chi vuole impedire agli altri di parlare. Noi che siamo sinceri democratici, che non ci siamo fatti intimidire dalla mafia, figuratevi se ci facciamo intimidire da qualche schiamazzo”.

Momenti di tensione si registrano, tanto che pure i carabinieri sono costretti ad intervenire. Il comizio di venerdì, da celebrazione del potere forzista prima e pidiellino dopo, rappresentato in questi anni dal tandem Pagano- Torregrossa, che ha trasformato la città in una roccaforte possente, anticipa forse lo sgretolamento di un potere fino a poco tempo fa impossibile da scardinare. Finalmente la gente che mi è vicina reagisce, anch’io fischio; l’avrei voluto fare quando Alfano era Ministro della Giustizia ma non potevo ero alla festa del Corpo, ritto sull’attenti ad ascoltare le favole berlusconiane che uscivano dalla bocca di colui che nulla o quasi ha fatto per la Polizia Penitenziaria.

(fonte:www.ilfattonisseno.it)