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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Quando l'odio sindacale seppellisce la memoria della Polizia Penitenziaria

Di soggetti ambigui nei sindacati che dicono di rappresentare i poliziotti penitenziari ce ne sono tanti. Li conosciamo, sappiamo le loro storie, quanto valgono e perché fanno sindacato; quanta considerazione godano tra le alte cariche ministeriali, pronti a farsi una risata dopo un intervento in un italiano imperfetto con pesanti inflessioni dialettali. Addirittura c’è qualche alto papavero del DAP che pare tenga un’agenda con scritte tutte le stronzate che escono dalla bocca di quei rappresentanti sindacali che grazie ai nostri soldi e alle nostre deleghe, siedono inopportunamente in una commissione importante come quella delle Ricompense.

Ed è proprio l’intervento di alcuni rappresentanti sindacali, sicuramente avversi al grande Sappe che hanno alzato gli scudi nei confronti della proposta dell’ANPPE di intitolare un padiglione del Carcere di Avellino alla memoria del collega De Vivo Salvatore; un collega, assistente capo, di 47 anni, colpito da infarto mentre era in servizio di sentinella nell’ottobre del 2006, proprio in quel carcere in cui si vuole tramandare la memoria intitolandogli un padiglione.

Insomma c’è chi sostiene che l’ANPPE essendo un’associazione non avrebbe titolo ad avanzare alcuna proposta di intitolazione di alcunchè alla memoria di nessuno, anche se questi era un collega proprio di quei sindacalisti che oggi si  oppongono (probabilmente perché associano l’ANPPE al SAPPE). Vergognatevi!

L’ANPPE è un’associazione di pensionati che in assoluta buona fede cerca di rappresentare, come altre associazioni d’arma, il Corpo nelle varie feste o cerca di fare dei convegni o comunque fa un’attività associativa. Purtroppo l’ANPPE non è mai decollata come era nelle intenzioni del suo fondatore proprio a causa dell’ostilità mostrata dagli altri sindacati del Corpo, forse gelosi che il “grande” Capece avesse avuto l’intuito e per primo l’idea di fondare l’associazione. Quindi l’ANPPE va combattuta in ogni modo, anche bloccando encomiabili iniziative come quella di intitolare un padiglione alla memoria del collega DE VIVO.

Proprio qualche mese fa, ricorderete come a seguito di un’accesa polemica con il Presidente Ionta sulla mancata intitolazione dell’Istituto di Alba alla memoria dell’agente Montalto, proposta peraltro avanzata dal Comandante di reparto, il Presidente fece ammenda e nel giro di qualche mese iniziò a intitolare questo o quel carcere, quella scuola piuttosto che una caserma, così come si conviene quando si vuole ricordare la memoria di un collega caduto.

Ed è per questo che il Presidente Tamburino non dovrà cadere nel tranello di non far passare la proposta dell’ANPPE, perché non esiste normativa che non permetta ad un’associazione, ad un cittadino, ad un parente di richiedere ai Sindaci o a chi ne ha la facoltà l’intitolazione alla memoria di una piazza, di una via, di un edificio ecc.

Ed è per questo che io, Nuvola Rossa, mi associo all’ANPPE e faccio mia la proposta: Presidente intitoli subito il padiglione del carcere di Avellino alla memoria del Collega De Vivo Salvatore, che in quel carcere c’è morto d’infarto mentre faceva la notte,  lasci perdere le argomentazioni banali di  chi non ha memoria del passato ma vive solo proiettato nel futuro per quantificare in soldoni il numero delle tessere che farà illudendo tanti colleghi e alimentando l’odio, con queste esternazioni, all’interno della Polizia Penitenziaria.

 

Leggi anche: Finalmente partite le procedure per intitolare la casa circondariale di Alba alla Medaglia d’Oro al Valor Civile Giuseppe Montalto

Lettera aperta al Presidente Franco Ionta

Mentre si discute ancora di Montalto, la C.C. Enna sara’ intitolata ad un altro caduto della Polizia Penitenziaria: Luigi Bodenza

Proposta di intestare il carcere di Alba a Giuseppe Montalto. Ma c’e’ chi dice no!