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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Unificazione delle Forze di Polizia. Se non ora, quando ?

Purtroppo, ci siamo ormai resi conto tutti quanti del fatto che il nostro Paese sta attraversando una delle peggiori crisi economiche dal dopoguerra ad oggi.Questa crisi economica, per quanto possa sembrare paradossale, è resa ancora più grave dal fatto che è accompagnata da una crisi, altrettanto profonda, in tutto il resto del mondo.

Tralasciando, per ovvi motivi, ogni considerazione sulle cause che l’hanno determinata (che sono più complicate da comprendere), appaiono ormai evidenti gli effetti che abbiamo avuto, stiamo avendo ed avremo sulla nostra economia, sulla nostra politica e, soprattutto, sulla nostra vita quotidiana. Per limitarci al nostro ambito, è stata congelata ogni forma di progressione retributiva al 2010 e lo rimarrà, nella migliore delle ipotesi, fino al 2016 a fronte di una inaudita escalation della pressione fiscale che, secondo alcune fonti, è aumentata di circa il venti per cento delle retribuzioni. Allo stesso tempo abbiamo subìto un esagerato ridimensionamento di tutte le indennità stipendiali (missioni e straordinari) e una drastica riforma in pejus del trattamento previdenziale e pensionistico. La combinazione di tutte queste cose ha fatto sì che il potere di acquisto dei nostri stipendi sia regredito tout court di oltre trent’anni ovverosia, più o meno, a quello che aveva agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso.Il Governo Monti che, più che un Governo tecnico, può essere considerato un Governo di emergenza nazionale, oltre agli interventi di carattere fiscale sta cercando di metter mano a tutte le questioni possibili per il ridimensionamento del bilancio pubblico, attraverso una politica di grandi riforme strutturali dello Stato e delle Istituzioni finalizzata, appunto, alla razionalizzazione ed al contenimento della spesa pubblica. In questa ottica, credo che sia davvero arrivato il momento di metter mano all’intera organizzazione della difesa, della sicurezza e del soccorso pubblico italiano.

Senza soffermarci troppo sull’anomalia tutta italiana di una sicurezza pubblica affidata a ben cinque Corpi di Polizia, ai quali si aggiungono le polizie locali, provinciali e regionali, i vigili del fuoco e talune guardie forestali regionali (peraltro sparpagliati tra le competenze di cinque o sei ministeri) è innegabile la necessità di una razionalizzazione delle forze dell’ordine con l’obiettivo di migliorare la loro organizzazione e la gestione delle loro risorse.
In tal senso, abbiamo già detto più volte di come sarebbe davvero opportuna l’istituzione di due soli Corpi di Polizia, uno ad ordinamento civile ed uno ad ordinamento militare, possibilmente interdipendenti e coordinati operativamente fra di loro.
Scendendo più nel dettaglio, stiamo dicendo che, lasciando intatta l’organizzazione e l’ordinamento (militare) dell’Arma dei Carabinieri, andrebbero disciolti - per come sono concepiti quest’oggi – i Corpi della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e della Guardia Forestale per confluire in un nuovo Corpo di Polizia Nazionale riordinato e riorganizzato secondo tutta una serie di specializzazioni e specialità incaricate di svolgere i rispettivi compiti istituzionali.
 
In parole povere, sto dicendo che all’interno di un unico Corpo di circa duecentomila uomini e donne, si troverebbero ad operare una serie di divisioni razionalmente organizzate secondo esclusivi compiti istituzionali: Polizia giudiziaria, Polizia di sicurezza, Polizia investigativa, Polizia stradale, Polizia ferroviaria, Polizia tributaria, Polizia penitenziaria, Polizia ambientale, Polizia di prevenzione, ecc. ecc.
Sulla questione rammento che più di dieci anni fa, alla fine degli anni novanta, il Sap – omologo sindacato autonomo della Polizia di Stato che insieme a noi fa parte della Consulta Sicurezza – realizzò uno studio dettagliato che arrivò alla conclusione che attraverso l’unificazione dei vari Corpo di Polizia si sarebbe potuto realizzare un risparmio per le casse dello Stato di decine e decine di miliardi di lire all’anno.
 
Del resto, non è difficile prevedere notevoli risparmi di spesa sia dalla razionalizzazione delle risorse, dei mezzi e delle infrastrutture sia, soprattutto, dal drastico dimagrimento delle burocrazie e dal conseguente ridimensionamento degli apparati.
Per quello che ci riguarda, ad esempio, potremmo lasciare in dote al Dap e al Ministero della Giustizia, tutti quei Magistrati, Dirigenti e Funzionari che diventerebbero assolutamente superflui per il Corpo; ma anche tutti quegli impiegati civili che allo stato attuale esistono soltanto in quanto funzionali alla Polizia penitenziaria e alla sua amministrazione.
 
Ed insieme a questi, dismetteremmo anche tutti quei servizi (ed i mezzi funzionali ad essi) che ci sono stati affibbiati soltanto per accompagnare, proteggere e tutelare tutti questi burocrati che orbitano intorno, sotto e sopra al Corpo di Polizia penitenziaria.
E’ innegabile, infatti, che il Corpo di Polizia penitenziaria è “servente” rispetto al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dove è costretto a svolgere una lunghissima serie di servizi connessi ai propri compiti istituzionali che verrebbero automaticamente a cessare laddove si confluisse in un unico Corpo di Polizia alle dipendenze del Ministero dell’Interno.
 
Immagino e presumo che la stessa cosa valga pure per i colleghi della Finanza, della Forestale e delle altre Forze dell’Ordine frastagliate in altre amministrazioni.
Tra l’altro, come ho già avuto modo di sostenere in un altro editoriale, potrebbero benissimo essere smantellati tutti i provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria e, a mio parere, addirittura lo stesso Dipartimento di Largo Daga.
Come si sta già ventilando per il Dipartimento per la Giustizia Minorile, in effetti, tutte le funzioni residuali del Dap potrebbero essere devolute al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, dove potrebbe essere costituita una Direzione Generale dell’esecuzione penale, laddove far confluire, appunto, Dap e Dgm.
 
In conclusione, sono davvero convinto che è arrivato il momento giusto per  l’unificazione delle Forze di Polizia, tanto da poter affermare:
 
SE NON ORA, QUANDO?