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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/05/2012  -  stampato il 05/12/2016


La sorveglianza dinamica nelle carceri: come peggiorare un fallimento giÓ in atto

Ho molto apprezzato la denuncia del SAPPE sul fiume di denaro versato, attraverso il c. d. bollettario, ai detenuti del carcere di Poggioreale da coloro che, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano nullatenenti.

E' da tempo in verità che osservo all'interno delle patrie galere una fastidiosa ostentazione di benessere, basta guardare i capi di vestiario che indossano molti detenuti : scarpe Nike (le Air vanno per la maggiore), magliette Blauer, giubbini Belstaff, ecc. ecc. tutti capi di vestiario che servitori delle stato e molti altri onesti cittadini, con molta probabilità, ai loro figli e con i loro stipendi non potrebbero mai acquistare.

Per non parlare di quella stortura del sopravvitto, oramai si può acquistare di tutto, delineando anche in questo caso una netta divisione tra chi non può permettersi neanche le sigarette e chi invece spende centinaia di euro al mese aggirando l'ostacolo del tetto massimo di spesa, semplicemente facendola fare ad altri che in cambio ricevono poca cosa. In alcuni istituti si possono addirittura ordinare torte e cornetti freschi!

Siamo oramai ad una sorta di degenerazione del sistema che sta creando, all'interno di un circuito che dovrebbe garantire pari dignità, delle sacche di privilegio intollerabili con tutte le conseguenze che ne derivano.

Vi starete chiedendo cosa c'entra tutto questo con la sorveglianza dinamica. Orbene tutto questo oltre ad essere il frutto di una legislazione iper-garantista è anche il risultato prodotto dalla tanto decantata sorveglianza dinamica, che costringe il poliziotto in servizio all'interno delle sezioni detentive ad assolvere ad una miriade di compiti, trascurando il fondamentale compito di osservare.

Ho sufficienti anni di servizio per dire che una volta, all'interno delle sezioni o nei cortili passeggi, si smascheravano affiliazioni, si osservavano e segnalavano passaggi di generi alimentari da una cella all'altra, si annotavano le frequentazioni, si dava seguito ad una serie di attività proprie delle funzioni di polizia che attualmente non si riesce a curare nei dettegli.

Oggi purtroppo all'interno delle carceri una volontaria, considerando il volontariato una missione e cercando in tutti i modi vi alleviare le sofferenze di un detenuto, può proprio perchè nessuno controlla (manca il personale), dispensare rapporti sessuali.

Cerco tutti i giorni di recarmi a lavoro pensando di svolgere un servizio che  possa in qualche modo far percepire la presenza dello Stato all'interno delle carceri, nell'interesse dei cittadini assetati di giustizia, ma mi rendo conto che a causa di una politica distratta e di una amministrazione guidata da dirigenti incapaci, la merda prima o poi ci soffocherà.

COME DICE BEPPE GRILLO: VAFF...

Firmato: Antonio, un cittadino con un lavoro difficile.

 

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