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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/05/2012  -  stampato il 10/12/2016


A proposito di DE VIVO Salvatore

In merito all’assurda polemica creatasi in relazione alla intitolazione del nuovo padiglione della C.C. di Avellino all’Assistente C.DE VIVO Salvatore deceduto ad ottobre del 2006 durante il turno di servizio di mezzanotte-otto nel camminamento del muro di cinta presso la garitta nr.7 durante la sorveglianza armata, dobbiamo necessariamente esprimere le nostre riflessoni.

Solo chi è stato presente durante quel tragico evento può comprendere e testimoniare la drammaticità di quei frangenti, la consapevolezza della vittima che comprende la gravità del malore percependo l’avvicinarsi dell’ultimo respiro; la disperazione dei colleghi e del medico che hanno soccorso lo sventurato e la loro consapevolezza di essere impotenti a prestare alcun tipo di soccorso in considerazione della tipologia dell’infarto e della impossibilità di movimento per la ristrettezza degli spazi di quel posto di servizio.

Chi potrà mai dire che il decesso comunque anche se per patologia naturale non sia stato anche determinato come concausa dalla impossibilità di prestare i dovuti soccorsi su quell’angusto muro di cinta che peraltro successivamente è stato chiuso per inagibilità?

La stessa rimozione della salma è avvenuta con non poche difficoltà da parte dei vigili del fuoco giunti sul posto.

Purtroppo anche nella morte noi Poliziotti Penitenziari siamo diversi, siamo lasciati soli, non essendo calciatori, atleti, uomini dello spettacolo, politici che in analoghe tristi situazioni hanno avuto la solidarietà dell’intera Nazione, ma  hanno avuto intitolate strutture sportive, strade, piazze, teatri, ecc. senza passare per il giudizio ottuso di componenti di pseudo commissioni  che non danno ascolto alla propria coscienza ma agli ordini demagogici dei loro capi che li hanno voluti far sedere in quelle poltrone.

Ricordiamo a noi stessi che il Ministero della Difesa dopo un analoga tragica morte di un soldato di servizio di sentinella ha disposto la sospensione di tutti i servizi di sorveglianza armata effettuati in garitte, altane e camminamenti, sostituendoli con servizi di sorveglianza armata dinamici, automontati o con videosorveglianza proprio per evitare il rischio del ripetersi di tali drammatici eventi a tutela dell’integrità fisica del personale dipendente.

Non salvaguardando la memoria del collega, con l’intitolazione del nuovo padiglione, possiamo tristemente affermare che il nostro Salvatore DE VIVO è morto per la seconda volta.

 

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