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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Votazioni all'Ucciardone e al Pagliarelli: le allucinazioni di Marco Pannella

In questi giorni l’ipotesi fantasiosa lanciata dal sempreverde Marco Pannella, ovvero che la mafia abbia potuto ordinare ai detenuti delle carceri di Palermo di non andare a votare, ha fatto molta presa sui media che l’hanno rilanciata come solo sanno fare quando si parla del binomio mafia – carcere.

Infatti, siccome solo 4 detenuti del carcere palermitano dell’Ucciardone hanno scelto di votare e su 1400 ospiti dell’Istituto Pagliarelli nessuno è andato alle urne, per  Marco Pannella, leader dei Radicali, il motivo potrebbe essere un altro.

Pannella si è interrogato sul perchè di questa vicenda e, dai microfoni di Radio Radicale, ha commentato: ”Mi pare che all’Ucciardone sia stato di fatto impedito a tutti i detenuti di votare e io lo denuncio sin d’ora ufficialmente alla Commissione parlamentare antimafia e alla Procura di Palermo, se riterra’ E’ indubbio che questa sarebbe la prova di qualcosa che io ho gia’ colto in questa campagna elettorale ovvero: la manifestazione che si e’ ricostituita ufficialmente l’unita’ tra la mafiosita’ criminale ordinaria e la mafiosita’ criminale partitocratica del potere romano o palermitano. Non so se di fatto non abbia votato nessuno, o se siano stati messi in condizione di non votare -ha aggiunto Pannella- chiedo di verificarlo. Ho sentito Leoluca Orlando Cascio dirci che persino le suore di clausura erano state mobilitate e votavano per lui. Beh, qualcun altro si e’ mobilitato invece perche’ i detenuti e il personale dell’Ucciardone, non votando presumibilmente per lui, non potesse votare. Una cosa e’ pacifica: i detenuti sapevano a Palermo che vi era un candidato – Ferrandelli – che e’ anche iscritto al Partito Radicale ma che io stesso ho indicato come il voto che personalmente consigliavo, sostenevo, appoggiavo. Questo, come sappiamo, la voce del carcere, l’aveva fatto sapere - ha concluso Pannella."

E’ opportuno chiarire a questo punto, e questo doveva essere compito a mio parere dell’ufficio stampa del DAP, come funziona il voto in carcere. Intanto non tutti hanno diritto al voto, ma solo gli imputati. Trattandosi di elezioni amministrative per votare il detenuto deve avere la residenza nel Comune di Palermo (quindi imputato e residente); pertanto possiamo assolutamente dimostrare come da un numero a tre cifre (detenuti ristretti all’Ucciardone) si passi in questo caso a qualche decina di detenuti aventi diritto al voto. Ma deve essere il detenuto ad esprimere la volontà di votare all’Ufficio Matricola, e inoltre deve presentare il certificato elettorale. Questo certificato elettorale deve essere portato dalla famiglia che spesso ha tanti di quei problemi, economici ed esistenziali che pensa a tutt’altro che a portare il certificato elettorale al detenuto. Quindi si può comprendere come siano stati solo 4 detenuti a votare all’Ucciardone; ma anche nelle altre carceri ove si è votato sono stati pochissimi i detenuti a votare. Per Pagliarelli potrebbe essersi trattato solo di una forma di protesta generalizzata, la stessa protesta contro i politici per la quale i cittadini normali e liberi non sono andati a votare.

Ma certo, se in carcere quei pochi detenuti che ne hanno diritto, non vanno a votare ecco che si grida al complotto, cì si chiede come mai i detenuti non hanno votato Ferrandelli che lui, il grande Marco Pannella appoggiava e che la voce del carcere aveva fatto sapere. Se Pannella fa queste dichiarazioni nessuno si indigna ma se a fare queste dichiarazioni fosse stato qualsiasi altro uomo politico, sarebbe stato attaccato come colui che chiede il voto dei detenuti e pertanto possibilmente colluso con la mafia.  Ricordiamo anche a Pannella che il personale di Polizia Penitenziaria non vota all’interno del seggio speciale allestito dentro il carcere e che sarebbe ora che anche lui si godesse la pensione andando ai giardinetti a dar da mangiare ai piccioni.