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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/11/2009  -  stampato il 10/12/2016


Il pensiero di Matteo "Mazzini" Denaro

A leggere il pizzino, sembra di avere a che fare con un patriota del Risorgimento, un latitante per motivi politici cui i Borboni danno la caccia: «...io non andrò mai via di mia volontà, ho un codice d’onore da rispettare... (che non è quello della Carboneria n.d.r.) ... lo devo a papà e lo devo ai miei princìpi (che non sono l’unità d’Italia né la lotta alla tirannide n.d.r.) lo devo ai tanti amici che sono rinchiusi e che hanno ancora bisogno... (questa frase sembra evocare immagini del passato quando i patrioti venivano rinchiusi in fetide celle perché cospiravano contro i Borboni) ...Lo devo a me stesso per tutto quello in cui ho creduto e per tutto quello che sono stato».

Io starò nella mia terra fino a quando il destino lo vorrà e sarò sempre disponibile per i miei amici, è il mio modo tacito di dire a loro che non hanno sbagliato a credere in me!

Già... i suoi amici... non hanno sbagliato a credere a questo grande filosofo pensatore, solo che non siamo di fronte ad un uomo che si batte per grandi ideali politici, non siano nemmeno di fronte ad un combattente che fa la resistenza contro una dittatura, siamo invece di fronte al nuovo capo della mafia siciliana, ideatore ed esecutore di svariati omicidi; un delinquente che nonostante la latitanza, si sposta in aereo in compagnia di una bella donna, per andare a curare i suoi loschi affari in Sudamerica.

E’ il Messina Denaro pensiero, rivolto ai mafiosi siciliani, ai quali dice che non hanno sbagliato a credere in lui, il grande condottiero mafioso, è il classico esempio di chi analizza la realtà secondo il proprio punto di vista, e secondo il suo punto di vista la sua vita è improntata a dei princìpi, al valore dell’amicizia, all’attaccamento alla propria terra, alle proprie origini, ad un presunto codice d’onore che lo fa restare latitante in Sicilia dove conduce una lotta sotterranea contro le istituzioni democratiche.

Un Messina Denaro che grazie ad aggrovigliate amicizie e scatole cinesi varie, riciclando denaro sporco, apre grandi magazzini, centro commerciali, supermercati, dando paradossalmente lavoro a tanta gente, indifferente al fatto che tali attività possano ricondursi all’attività criminale del nuovo liberal – mafioso che potremmo chiamare, per via del suo pensiero Matteo Mazzini Denaro.