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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/05/2012  -  stampato il 04/12/2016


Scoop del Corriere della Sera: Il Commissario D’Avanzo č il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria di Poggioreale!

“Nessun’uomo per quanto forte sia il suo spirito potrà mai ritornare da dove è venuto, la via del ritorno è falsa e disseminata di miraggi, il luogo cui anela la nostalgia dell’anima ha cessato di esistere nell’attimo stesso in cui gli ha voltato le spalle”

Tenete a mente questa frase di Maggiani, mi servirà dopo, per le mie considerazioni.
 
In questi giorni nel carcere di Poggioreale si è svolto un rituale singolare, una testata giornalistica ha pubblicato un articolo in cui viene posto sotto i riflettori il comandante D’Avanzo, il “capo delle guardie penitenziarie,” in merito a presunte vessazioni subite dai detenuti.
Già da questa prima considerazione mi viene da pensare che ci si riferisca a qualcun altro, visto che non conosco il corpo delle ”guardie penitenziarie”, evidentemente deve essere un caso di omonimia con il nostro Comandante, il Comandante D’Avanzo della Polizia Penitenziaria.
La cosa singolare però non è l’articolo in se per sé, il diritto di cronaca è sancito dalla Costituzione e nessuno esprime dubbi sulla possibilità di mostrare ai cittadini lo stato delle carceri italiane.
 
Ci si chiede piuttosto se i media  siano al corrente del fatto che le “guardie penitenziarie”, alias “guardie carcerarie”, alias “Polizia Penitenziaria”, non fanno i muratori (non tutti almeno) e che pertanto gli ambienti fatiscenti non sono una nostra competenza (piove! Polizia Penitenziaria ladra!!).
Il problema non riguarda l’ ”an” dell’inchiesta giornalistica ma semmai il “quomodo” in cui l’informazione viene resa ai cittadini, i quali hanno un diritto, altrettanto garantito, a ricevere una informazione corrispondente alla realtà e imparziale (lo so è una bella utopia).
In un’inchiesta giornalistica, per fare uno scoop, sono necessari tre elementi fondamentali: una notizia in anteprima (possibilmente veritiera), un responsabile e le prove a sostegno di quanto si scrive.
 
E allora ? Vi chiederete voi acuti lettori,”dov’è il problema?”.
 
Il problema è che in Italia (siamo sempre cent’anni avanti) abbiamo trovato una interessante alternativa, se fossimo dei barman potremmo anche inventarci la ricetta di un cocktail, eccola:
Si prende un uomo che sta facendo il suo dovere, che sta spiegando che non tutti i detenuti possono essere ripresi, alcuni per ragioni di sicurezza, altri per motivi di riservatezza (anche la privacy purtroppo è un diritto costituzionale), si inserisce in un difficile contesto ricco di criticità in cui il nostro uomo ipotetico (chiamiamolo D’Avanzo) opera tutti i giorni da quarant’anni, con serietà e abnegazione, aggiungiamo un nome evocativo di brutalità e violenze gratuite “guardie penitenziarie”, mescoliamo sapientemente il tutto e avremo un cocktail perfetto, da servire freddo (attenzione genera assuefazione).
 
Ma e le prove chiederete voi? Dov’è la notizia? Dove sono i detenuti picchiati? Le vessazioni? Dove sono i documenti che certificano i fatti??
Ma no, ma no... allora non avete capito niente!!!
 
È questa la novità: non ce n’è più bisogno!
 
Da oggi, amici lettori, non c’è più bisogno di documenti per fare uno scoop, anzi a dire il vero non è più necessaria nemmeno una notizia, è sufficiente un titolo ammiccante e il gioco è fatto, e io che pensavo che per fare un articolo fosse necessario un fatto di cui scrivere, di questo passo, faremo le frittate senza usare le uova, è un’idea che cambierà il mondo!
 
Allora ritorniamo a Maggiani, cosa avrà voluto dire??
 
Vengo a voi e vi spiego la mia rilettura della frase iniziale.
Nessuno (neanche la Polizia Penitenziaria), può tornare da dove è venuta (il Corpo degli Agenti di Custodia), la via che abbiamo intrapreso oggi è una strada tortuosa che non ammette ripensamenti, né passi indietro.
Oggi è in corso una dura  “battaglia”, affinché i media, i cittadini, le istituzioni, capiscano che il nostro Corpo è una Forza di Polizia ricca di eccellenze, risorse umane e specializzazioni e non una banda di “aguzzini autorizzati”.
 
Spiacente Comandante D’Avanzo ogni battaglia ha bisogno dei suoi martiri.
 
V.V.