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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/05/2012  -  stampato il 11/12/2016


Sistema pensionistico: passata la mozione per la pensione del settore difesa

Il Governo è stato richiamato a valutare la modalità del pensionamento per i lavoratori del settore della difesa italiana, come i poliziotti penitenziari.
I vari gruppi politici presenti in Senato concordano sul fatto che si tratta di categorie particolari e che vanno quindi “trattate” in modo congruo. Si tratta di persone che fanno un lavoro logorante, al servizio della comunità, commenta il ministro Fornero.
Il lavoro che svolgono gli agenti penitenziari è un lavoro che porta ad usura e non è ovviamente possibile che possano arrivare all'età pensionabile prevista in questo momento.
 
Si apre quindi un tavolo tecnico a cui sono invitate i sindacati; qui si discuteranno i provvedimenti da attuare, prendendo in considerazione l'esperienza dei diretti interessanti. Verranno ascoltate le parti e sulla base di questo saranno prese delle decisioni a livello pensionistico.
 
Il Governo ha anche anticipato che si impegnerà affinchè parta anche la previdenza complementare, ovviamente in base alle disponibilità economiche dello Stato.
 
La previdenza complementare è un sistema pensionistico che si affianca a quello tradizionale. Nel caso dei poliziotti penitenziari, si tratta di prendere una quota mensile dallo stipendio e di versarlo in appositi sistemi di capitalizzazione. Questa forma di previdenza è legata al D.lgs 252/05 del 2007. Il versamento mensile della quota avviene sul TFR con il meccanismo del “silenzio-assenso”; in pratica se non dici nulla, ti sta bene che avvenga il prelievo mensile.