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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/05/2012  -  stampato il 09/12/2016


Ospedali Psichiatrici Giudiziari OPG: interrogazione parlamentare per conoscere stato chiusura

Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che: 
 
l'articolo 3-ter del decreto-legge n. 211 del 2011 fissa al 1o febbraio 2013 il termine per il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) in applicazione delle norme già esistenti; 

entro tale data, le regioni devono organizzare e disciplinare il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, attraverso le aziende sanitarie, con la presa in carico da parte dei dipartimenti di salute mentale dei soggetti attualmente presenti negli ospedali psichiatrici giudiziari; 

ad oggi risultano essere oltre 1.300 (dati del Dipartimento amministrazione penitenziaria, dicembre 2011) in tutta Italia, le persone internate nei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari; 

la situazione appare particolarmente diversificate di regione in regione; 

in Veneto la situazione è la seguente: ad oggi, risultano internati in ospedali psichiatrici giudiziari, 70 cittadini veneti; di questi 52 sono in una struttura di Reggio Emilia, 3 a Montelupo fiorentino, 2 ad Aversa, e 3 a Barcellona Pozzo di Gotto; a questi vanno aggiunte 7 donne internate a Castiglione delle Stiviere; 

per tutte queste persone la regione Veneto riferisce di aver chiesto ai dipartimenti di salute mentale di riferimento dati dettagliati su diagnosi, stato attuale di salute e condizioni di dimissibilità; 

secondo la regione queste persone sarebbero già in carico ai servizi, ma soltanto per alcune di esse si sta attuando un progetto personalizzato mentre la maggior parte di questi internati è giudicata dai servizi di salute mentale di competenza non dimissibile per ragioni che vanno da pregressi fallimenti di dimissioni già attuate, diagnosi e disabilità multiple, cronicità grave ed altro; 

la regione Veneto ha comunque deliberato (n. 2089 del 7 dicembre 2011) l'erogazione di 400.000 euro per il progetto «intervento di riabilitazione e reinserimento sociale per persone dimesse dall'ospedale psichiatrico giudiziario ed in carico al servizio territoriale, quale incentivo per i Dsm affinché avviino quanto prima i progetti personalizzati e provvedano ad attuarli»; 

esiste, al tempo stesso, un progetto di una «struttura intermedia di accoglienza per l'inserimento dei pazienti psichiatrici attualmente internati in ospedali psichiatrici giudiziari e dimissibili» a valenza sperimentale, che avrà sede nel veronese (ULSS 21); 

al tempo stesso è stata costituita una commissione regionale che sta studiando le modalità di attuazione della legge n. 9 del 2012 e starebbe progettando l'avvio di una struttura ad alta sorveglianza a Venezia-Giudecca che dovrebbe prevedere due sezioni da 20 posti letto ciascuna; 

esiste una forte preoccupazione per questa situazione; le nuove strutture rischiano di prefigurare la riproduzione, in miniatura, dei manicomi giudiziari avallando l'equazione sofferenza mentale = pericolosità, che da oltre trent'anni la legge n. 180 tenta radicalmente di rovesciare; 

si rende necessaria un'azione decisa sui servizi di salute mentale rispetto ai cosiddetti verdetti di «indimissibilità» che, nonostante il venir meno della pericolosità sociale, vengono espressi a proposito della maggior parte delle persone ancora internate, impedendo così di mettere a punto progetti territoriali e di rete che possano restituire il pieno diritto di cittadinanza e la revoca dei cosiddetti «ergastoli bianchi» a cui troppo spesso queste persone, spesso autrici di reati minori, finiscono per essere condannati -: 

a che punto sia il meccanismo di applicazione della normativa citata in premessa relativamente al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari per i 70 pazienti veneti internati in varie strutture; quali iniziative si stiano assumendo per le dimissioni senza indugio e la presa in carico da parte dei dipartimenti di salute mentale delle persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose; se non ritengano di verificare, nell'ambito delle proprie competenze, anche per il tramite del Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza se e come i dipartimenti di salute mentale, soprattutto quelli che hanno in carico i 70 pazienti veneti, abbiano proceduto a finalizzare le azioni di propria competenza alla completa attuazione del percorso di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. (4-15978)

MURER

Interrogazione a risposta scritta 4-15978
presentata da DELIA MURER 
mercoledì 9 maggio 2012, seduta n.629