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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/05/2012  -  stampato il 10/12/2016


Colloqui detenuti in carcere: interrogazione parlamentare sulle traduzioni Polizia Penitenziaria

Al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che: 

secondo quanto riportato dal La Gazzetta del Sud del 29 aprile 2012, trasferire i detenuti da un carcere all'altro per farli colloquiare costerebbe troppo e quindi il Ministero della giustizia avrebbe imposto lo stop ai viaggi delle persone private della libertà personale, evitando così che i blindati sprechino carburante; 

la disposizione penalizza tutti quei reclusi, che, ad esempio, vorrebbero fosse soddisfatto il diritto di avere un dialogo con un parente, ristretto altrove. È il caso di Carmelo Porto, rinchiuso nella casa circondariale di Catania Bicocca, il quale ha invocato di essere trasportato con un blindato a Messina per un faccia a faccia con la figlia Francesca, dietro le sbarre nella prigione di Gazzi. Ma il direttore dell'ufficio detenuti e trattamento, del dipartimento Amministrazione penitenziaria, ha vietato il trasferimento con la seguente motivazione: «Ostano ragioni che impongono il mantenimento delle rispettive sedi di assegnazione. L'attuale situazione finanziaria, che già comporta sforzi al fine di assicurare le traduzioni, non consente di dare seguito alla richiesta, che imporrebbe rilevanti e non sostenibili oneri, in termini di risorse umane e logistiche» -: 

se e quali provvedimenti si intendano assumere per evitare che in futuro il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria decida di vietare nuovamente le richieste di trasferimento di quei detenuti che intendono esercitare il loro sacrosanto diritto ad avere un colloquio con un parente ristretto in un altro istituto di pena.(4-15947)

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI

Interrogazione a risposta scritta 4-15947
presentata da RITA BERNARDINI 
martedì 8 maggio 2012, seduta n.628