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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/06/2012  -  stampato il 09/12/2016


Abolita l’altezza minima per l’arruolamento nelle forze armate e di polizia. La rivincita dei diversamente alti come me

Credo che nessun altro potrebbe commentare meglio di me la notizia dell'approvazione di una nuova legge che abolisce, di fatto, il limite di altezza per l’arruolamento nelle forze armate e per l’assunzione nelle forze di polizia.

Per chi non mi conosce personalmente, sostengo che nessuno potrebbe commentare la notizia meglio di me  in considerazione proprio della mia altezza (162,5 cm) che – allo stato attuale – non mi consentirebbe di entrare a far parte della Polizia Penitenziaria (e di nessun altro Corpo di Polizia).
 
Immagino già la prima obiezione: “... e allora come fai a far parte del Corpo ?”.
 
Presto detto: ho l’onore e il piacere di appartenere al glorioso Corpo della Polizia Penitenziaria perché, allorquando mi arruolai nell’altrettanto glorioso Corpo degli Agenti di Custodia (trentadue anni fa), il limite minimo di altezza era di 160 cm.
Ed io, giustappunto, lo nacqui (di 162,5 cm)! (... anche se qualche maligno di allora sostenne che sulla mia tessera di riconoscimento, nell’indicazione dell’altezza, c’era scritto 185 cm ...)
 
Ordunque, con mia grande soddisfazione, qualche giorno fa (il 29 maggio) è stata approvata una legge, dalla Camera dei Deputati, secondo la quale quello che conta per l’arruolamento non è più l’altezza ma, da adesso in poi, la «massa corporea».
Per chi vuol fare il militare, il carabiniere, il poliziotto, il poliziotto penitenziario, il vigile del fuoco, la guardia di finanza, il forestale non è più un problema se dalla testa ai piedi non si superano  i 160 centimetri e magari neanche i 155. Basterà disporre di una buona forza muscolare e di una «massa metabolicamente attiva», perché sono questi i nuovi criteri di reclutamento.
 
L’idea di modificare le norme per l’arruolamento è venuta a due parlamentari sardi, Amalia Schirru, del Pd, e Salvatore Cicu del Pdl, ex sottosegretario alla Difesa, che non può essere accusato di agire per motivi personali, essendo di altezza notevolmente superiore alla media.
 
«Da tempo — ha spiegato Cicu —ricevevo lettere con lamentele di giovani che per uno o due centimetri vedevano frustrato il sogno di indossare la divisa. Allora ho pensato che le selezioni non dovevano più avvenire in base all’altezza, ma considerando l’intera struttura corporea. Come avviene negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi europei ».
 
Nel corso della discussione in aula è emerso che al tempo della leva il limite per il reclutamento era fissato a 150 centimetri ma poi con l’avvento dell’esercito professionale, le misure si sono innalzate: minimo 165 centimetri per gli uomini e 161 per le donne.
I nuovi limiti sembravano compatibili con le statistiche, dalle quali risultava che gli italiani erano cresciuti in altezza e invece si è scoperto, poi,  che un elevato numero di giovani non sono proprio giganti.
E, per di più, ci si è anche resi conto che alcune mansioni sono svolte meglio da persone di bassa statura.
 
D’altronde coi mezzi tecnologici di cui oggi il soldato dispone che importanza può avere l’altezza? Armi automatiche micidiali, missioni con l’ausilio di computer, di gps, rilevamento della posizione dei nemici grazie ai segnali di sistemi radar e dei droni e presto saranno disponibili gli esoscheletri che renderanno assolutamente ininfluente la conformazione fisica naturale.
 
«Si tratta – ha dichiarato Cicu – di una svolta storica nelle norme di arruolamento. Da troppo tempo molti giovani animati dall’ambizione di indossare la divisa hanno dovuto rinunciare alla possibilità di realizzare il loro progetto di vita per soli uno o due centimetri. Il nuovo testo è finalizzato a sostituire l’attuale requisito d’altezza per l’accesso nelle carriere iniziali delle forze armate, di polizia e del corpo nazionale dei vigili del fuoco, stabilendo un diverso parametro che tenga in considerazione la più generale idoneità fisica del candidato allo svolgimento del servizio. Questo sistema – ha aggiunto il parlamentare– si avvicina al sistema già previsto nei Paesi europei, realizzando in questo modo un allineamento normativo sul quale eravamo in ritardo».
 
Del resto, l’attuale sistema militare si basa non più solo e prevalentemente sulla soggettività fisica del militare, ma piuttosto sulla capacità di agire e utilizzare nuovi strumenti di tecnologia avanzata, diventati il vero motore di funzionamento delle missioni e dell’esercizio militare.
 
In conclusione Cicu ha affermato che «... in queste condizioni, il requisito dell’altezza diventava davvero marginale, e non determinante. Con questa legge abbiamo dunque vinto una battaglia importante sul piano dei diritti, ma soprattutto sul piano delle opportunità per le nuove generazioni di giovani».
 
Che dire ?
 
E’ arrivata, finalmente, l’ora della riscossa per i diversamente alti come me, che aspettavano di essere rivalutati dai tempi di Renato Rascel, Il Corazziere. 
 
P.S.
Per chi volesse approfondire, il provvedimento è stato approvato alla camera come AC 4084 ed è ora all’esame del Senato come AS 3325.