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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/06/2012  -  stampato il 05/12/2016


Tamburino: un Capo del Dap “Illuminato” (ma con le vecchie lampadine ad incandescenza)

Più di una volta mi è capitato di imbattermi in qualcuno che ritiene di essere “Illuminato” e, quindi, depositario della “Verità Assoluta”.

Incontrando queste persone ho sempre tenuto presente quello che diceva  Winston Churcill sull’argomento:  “... spesso l’uomo inciampa nella verità, ma il più delle volte si rialza, la scavalca e continua per la sua strada.”
 
Per la legge del contrappasso, dopo un Capo Dap che si proclamava Capo della Polizia Penitenziaria ed è arrivato ad indossare l’uniforme del Corpo, oggi abbiamo un Capo Dap laico con una concezione trattamentale della pena ed una visione “detenutocentrica” dell’esecuzione penale.
 
Questo Capo Dap, “ottimista e di sinistra”, forse incalzato dalla consapevolezza di non avere tanto tempo a disposizione (nella migliore delle ipotesi lascerà l’incarico fra una decina di mesi), ha subito cercato di dare un’imprintig alla propria direzione dell’amministrazione penitenziaria.
E l’ha fatto nel modo migliore/peggiore (dipende dai punti di vista): via la Polizia Penitenziaria dalle sezioni detentive, smembramento dell’area sicurezza, patti “do ut des” con i detenuti.
 
Una volta, Einstein per spiegare la relatività nel modo più semplice possibile, usò una metafora non proprio elegante ma sicuramente molto, molto efficace: “... la durata di un minuto dipende da quale lato della porta del bagno ci si trova.”
Riprendendo, altrettanto poco elegantemente, la metafora: in questo momento il Pres. Tamburino si trova comodamente seduto sulla tazza del cesso mentre noi della Polizia Penitenziaria siamo davanti alla porta chiusa del bagno con le mani sulla pancia ed una colica intestinale in corso...
Voltaire in Candido e l’ottimismo ci raccontava che “... tutto va bene nel migliore dei mondi possibile.”  e, infatti, va tutto bene nel mondo virtuale del Pres. Tamburino.
 
Peccato, poi, che nel mondo reale ci stiamo noi della Polizia Penitenziaria e in questo mondo non esistono detenuti “coscienziosi e responsabili” come li immagina il Capo dap nella sua Iperurania.
Il Presidente Tamburino agisce come se le carceri fossero nella città di Utopìa, noi sappiamo invece di essere nella città di Distopìa.
 
Nel distopico mondo penitenziario ci sono gli extracomunitari, i tossicodipendenti, gli spacciatori, i sex offender, i mafiosi, i terroristi, i rapinatori e gli assassini.
 
Probabilmente sarebbe opportuna una attenta riflessione sulla politica di gestione del Dap, magari anche attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali, di tal che il Pres. Tamburino possa prendere coscienza della reale situazione delle carceri.
Le Organizzazioni Sindacali, ad esempio, gli potrebbero suggerire, piuttosto, una differenziazione dei circuiti penitenziari, un massiccio incremento del lavoro intra ed extra moenia, un maggior ricorso alle misure alternative alla detenzione e, infine, l’introduzione della tecnologia negli istituti.
Invece, proprio come temevamo, il Pres. Tamburino non ascolta affatto chi nel carcere ci lavora 24 ore al giorno, ma presta orecchio soltanto a chi il carcere lo guarda da fuori e soltanto lo sfiora.
 
Egli sembra quasi disprezzare chi lavora nell’amministrazione penitenziaria tanto da arrivare a definire inutili le riunioni con i propri collaboratori “dove la conclusione è quella dell’inizio della riunione ...”
Probabilmente è anche vero, tanto che noi abbiamo iniziato col dire che il Pres. Tamburino non era adatto a fare il Capo del Dap e concludiamo dicendo che il Pres. Tamburino non è adatto a fare il Capo del Dap.
 
La conferma di questa nostra convinzione sta proprio in quello che ha detto e che ha fatto Tamburino in questi primi mesi laddove se è vero, come è vero, quel che lui stesso ha dichiarato, cioè che “quando sono arrivato ho trovato una situazione di difficoltà ...” il nostro timore è che quando andrà via potrebbe lasciare una situazione ancor più disastrata, tanto da dover far pensare a Bertolaso come suo probabile successore.
 
Insomma, il Pres. Giovanni Tamburino sarà pure un magistrato illuminato ma, per quello che ci ha fatto vedere fino ad ora, è rimasto ancora alle vecchie lampadine ad incandescenza ...