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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/06/2012  -  stampato il 10/12/2016


Suicidi nella Polizia Penitenziaria: il DAP ha fatto qualcosa per prevenirli? Interrogazione parlamentare

Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: 
 
un agente di polizia penitenziaria di 35 anni, in servizio nel carcere palermitano dell'Ucciardone, si è infatti suicidato lo scorso 15 giugno nella sua abitazione di Trapani; 
 
la tragedia è avvenuta a pochi mesi dal suicidio di altri appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria a Formia, San Vito al Tagliamento, Battipaglia e Torino, e prima ancora altri tragici casi sono avvenuti a Mamone Lodè, Caltagirone e Viterbo; 

ed invero dal 2000 ad oggi si sono uccisi circa 100 poliziotti penitenziari, 1 direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e 1 dirigente regionale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). Da tempo i sindacati della polizia penitenziaria sostengono che bisogna comprendere e accertare quanto abbiano eventualmente inciso l'attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere; 

è stato proprio il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ad accertare che i suicidi di appartenenti alla polizia penitenziaria, benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, siano in taluni casi le manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni. Proprio per questo il dipartimento dell'amministrazione penitenziariaassicurò a suo tempo i sindacati di categoria che avrebbe prestato particolare attenzione al tragico problema, con la verifica delle condizioni di disagio del personale e l'eventuale istituzione di centri di ascolto, ma a tutt'oggi non sono stati colpevolmente attivati questi importanti centri di ascolto -: 

se siano state avviati accertamenti per risalire alle cause di questo suicidio; 

se risulti esservi connessione diretta o indiretta di questo tragico gesto con le condizioni ambientali e lavorative in cui opera la polizia penitenziaria; 

se non si ritenga di dover assumere iniziative affinché la direzione della amministrazione penitenziaria avvii una immediata consultazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori della polizia penitenziaria al fine di valutare e concordare l'assunzione di immediati provvedimenti atti a scongiurare il ripetersi di tragedie simili.

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI