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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/07/2012  -  stampato il 04/12/2016


Cosa ne sarÓ del carcere di Rieti dopo che la droga e la caramella finiranno?

“Vedrai che ti troverai male, ti faranno fare i servizi peggiori perché a Rieti sono arrabbiati con quelli del DAP”. Questo è stato il mio primo approccio con il nuovo Carcere di Rieti. Ancora prima di iniziare il mio turno di missione in qualità di “distaccato” al DAP (si, distaccato da quindici anni però…), queste sono state le prime parole dei racconti di quelli che avevano effettuato i turni precedenti al mio.

Io non me ne sono preoccupato più di tanto, ma alcuni al DAP erano angosciati.

Abbiamo trovato invece dei vecchi amici. Persone che conoscevamo già e non vedevamo da tempo, ma anche colleghi che non avevamo mai visto prima, che qui voglio pubblicamente ringraziare per averci fatto sentire “a casa”, già dal primo momento in cui abbiamo messo piede nell’Ufficio Servizi, con cui abbiamo potuto concordare orari e servizi che hanno soddisfatto le esigenze del carcere e le esigenze di chi abita a 300 km di distanza.

Ma ci sono due questioni che invece mi hanno dato parecchio da pensare. La prima è la questione del nucleo Traduzioni e Piantonamenti del nuovo Istituto penitenziario di Rieti. Come è possibile che in un carcere da 300 detenuti (che ne ospiterà ancora di più), il Nucleo NTP chiude alle ore 14.00? Mancano le patenti D, mi dicono, ma è mai possibile che un carcere con tutti quei detenuti abbia un Nucleo che lavora a mezza giornata? E se succede un’emergenza e un detenuto deve essere trasportato all’ospedale?

Ci sarà un’ambulanza che lo viene a prendere certo, ma se finite le cure del caso, il detenuto deve fare rientro in carcere nel pomeriggio o in serata? Chi ci va a riprenderlo? Prenderà un taxi? Tanto è un detenuto “responsabile” no? Mistero…

C’è poi un’altra questione che mi è saltata alla mente ancora prima di arrivare a Rieti. Io non mi tiro indietro (non l’ho mai fatto nemmeno nelle altre missioni per cui sono stato “prescelto”) e sono contento di dare il mio contributo per i colleghi di Rieti, ma quando finirà questa “droga” dei distaccati che arrivano dal DAP per l’estate e quando finirà anche la “caramella” dei distaccati dalla periferia, cosa succederà?

Come si ritroveranno i miei colleghi effettivi di Rieti senza la droga e senza la caramella?

In questi giorni sto provando dal vivo la “sorveglianza dinamica” e il “patto di responsabilità”. Sulla carta sono due slogan niente male, ma non esito a dire che sono solo un’umiliazione per la Polizia Penitenziaria che non ha nessuno strumento di controllo per vigilare sulla sicurezza.

Stamattina ci sarà la visita del Ministro Severino e sono curioso di sentire le dolci parole con cui elogerà il “nostro” carcere all’avanguardia che ha un Nucleo NTP che chiude alle 14 e che è gestito grazie alla “droga” dei distaccati del DAP e alla “caramella” dei distaccati dalla periferia.

Ma sappiamo tutti che la droga e la caramella finiranno perché ci saranno altri padiglioni da inaugurare e altre emergenze da gestire.

A quel punto, a chi potranno rivolgersi i miei amici/colleghi di Rieti e il loro Direttore?

Lancio una scommessa: a chi rimarrà il cerino in mano? Al Direttore o al Comandante?

 

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