www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/06/2012  -  stampato il 10/12/2016


Detenuto in Alta Sicurezza con cellulare e caricabatteria - interrogazione parlamentare

Al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che: 

nei giorni scorsi gli agenti della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Rossano (Cosenza), hanno rinvenuto nella cella di un detenuto ristretto in regime di alta sicurezza, un telefonino cellulare con tanto di caricabatterie; 

la denunzia è stata fatta dal segretario nazionale del Sappe, Damiano Bellucci, e dal segretario generale aggiunto, Giovanni Battista Durante; 

la situazione è difficile in tutti gli istituti penitenziari calabresi, ma lo è ancora di più in quello di Rossano, non solo per il sovraffollamento e per la carenza di organico, ma anche per la mancanza di un provveditore regionale titolare, nonostante siano passati tre anni dalla morte dell'ex provveditore Paolo Quattrone; 

quanto denunziato, purtroppo, non è un caso isolato, anche a Cosenza, tempo fa, fu aperta un inchiesta perché furono rinvenuti telefonini cellulari nella struttura penitenziaria della città; fatto analogo accaduto anche nella struttura carceraria di Vibo Valentia -: 

se non ritenga necessario ed urgente avviare le procedure necessarie ad adeguare gli organici degli agenti in tutti gli istituti penitenziari calabresi, all'interno dei quali, nonostante il sovraffollamento, gli organici risultano, quelli definiti dieci anni fa; 

se non ritenga, altresì, necessario ed urgente, dotare il personale degli istituti penitenziari di idonei strumenti per il rinvenimento dei telefoni cellulari, oppure schermare gli stessi istituti, in modo da renderne impossibile l'uso.
 
Interrogazione a risposta scritta 4-16747
presentata da ANGELA NAPOLI 
mercoledì 27 giugno 2012, seduta n.657