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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/06/2012  -  stampato il 11/12/2016


Chiusura Tribunale Cassino: davvero un risparmio?

 Al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che: 

il tribunale di Cassino - istituito un mese prima dell'Unità d'Italia del marzo 1861 e sede di Corte d'assise dal 1874 - rappresenta un baluardo di legalità antico e prestigioso; 

avendo come riferimento i criteri di elaborazione ministeriale quali popolazione, estensione del territorio, nuovi procedimenti instauratisi nel quinquennio precedente, numero di magistrati e di personale amministrativo, produttività, il tribunale di Cassino risulta essere tra i primi posti fra tutti i 57 tribunali d'Italia non aventi sede in capoluoghi di provincia con un bacino di utenza di ben 59 comuni (di cui 5 nella regione Campania) per un totale di circa 225 mila abitanti; 

la chiusura del tribunale di Cassino nell'ottica della riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale prevista dalla legge delega n. 148 del 2011 farebbe venire meno un fondamentale presidio di giustizia, da considerarsi strategico in un'area fortemente a rischio di infiltrazioni camorristiche ad oggi scongiurate dalla presenza degli uffici giudiziari e della procura; 

la rilevante presenza dello stabilimento Fiat con il suo indotto, che oggi conta su oltre 10.000 lavoratori, rende il territorio particolarmente sensibile - durante gli «anni di piombo» la Fiat di Cassino è stata oggetto di numerosi attacchi terroristici che sono sfociati addirittura nell'assassinio del capo dei sorveglianti dello stabilimento Fiat, Carmine De Rosa, nel gennaio 1978 - per cui il tribunale di Cassino ha rappresentato un punto di riferimento importante anche nella lotta al terrorismo; 

la dislocazione dei comuni costituenti la realtà territoriale del circondario del tribunale di Cassino è in larga parte montana per cui, qualora il tribunale di Cassino venisse accorpato a quello di Frosinone, sarebbero oltremodo evidenti le difficoltà che avrebbe la popolazione nel fruire dei servizi giudiziari così come difficile sarebbe, anche, la notificazione dei vari atti; 

la soppressione del tribunale di Cassino - attualmente in fase di ristrutturazione e adeguamento alle norme antisismiche con spesa appaltata per vari milioni di euro - e l'accorpamento al tribunale di Frosinone, comporterebbe un raddoppio del carico di lavoro che la struttura del capoluogo non sarebbe in grado di assorbire costringendo il Ministero della giustizia a reperire nuovi immobili in locazione lì dove il mantenimento del tribunale di Cassino non prevede costi diversi da quelli di corrente gestione; 

a Cassino ha sede anche la casa circondariale che ha il maggior numero di detenuti della provincia di Frosinone per cui, qualora il tribunale venisse effettivamente soppresso, il quotidiano trasferimento dei detenuti, per ciascuna singola udienza da celebrare a Frosinone, comporterebbe un significativo aggravio di spesa e pregiudicherebbe notevolmente l'efficienza carceraria, considerato che il personale di poliziapenitenziaria, già sottorganico rispetto alle effettive necessità del carcere, dovrebbe andare in missione quale scorta; 

presso l'università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale è attivo dal 1997 il corso di laurea magistrale in giurisprudenza e attualmente anche il corso di laurea in Operatore giuridico per le organizzazioni complesse, entrambi strettamente collegati con il tribunale di Cassino ove è peraltro istituita una scuola forense che garantisce, in collaborazione con i docenti della facoltà di giurisprudenza, la formazione continua per gli oltre 1.000 avvocati iscritti all'ordine e per il considerevole numero di praticanti -: 

se ritenga di voler rivedere l'ipotesi di dimensionamento o soppressione del tribunale di Cassino alla luce di quanto indicato nelle premesse.

Interrogazione a risposta scritta 4-16750
presentata da ANTONIO DI PIETRO 
mercoledì 27 giugno 2012, seduta n.657