www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2012  -  stampato il 03/12/2016


Manca l'acqua al carcere di Taranto, sfiorata al rivolta - interrogazione parlamentare

Al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che: 

nel carcere di Taranto sono rinchiuse 686 persone contro una capienza regolamentare di 340; la calura di questi giorni sta aggravando ulteriormente i problemi derivanti dal sovraffollamento; a questo si aggiunga che da oltre una settimana manca l'acqua in alcune fasce orarie; da informazioni provenienti dalle organizzazioni sindacali degli agenti (OSAPP, UGL-Polizia penitenziaria, FNS-CISL), per i servizi igienici è stata utilizzata acqua minerale, acquistata nel bar dell'istituto di pena, da poliziotti penitenziari e detenuti, ed è salita fortemente la tensione tra gruppi diversi di detenuti; 

alle 21 del 25 giugno 2012 alla mancanza d'acqua si è aggiunto un black-out, i detenuti hanno cominciato a urlare, ad agitarsi e ad armeggiare pericolosamente con le bombolette da campeggio, dando loro fuoco e scagliando fuori dalle celle suppellettili e oggetti vari; gli agenti di polizia penitenziaria sono stati richiamati in servizio all'ultimo momento per contenere la situazione, mentre nei pressi della casa circondariale sono intervenute anche le forze dell'ordine pronte a dare manforte in caso di necessità; 

secondo le sigle sindacali, l'opera degli agenti ha evitato che la protesta degenerasse in rivolta; osservano però gli operatori che il problema dell'erogazione dell'acqua è noto e persistente, sia nel carcere di Taranto che in altre strutture penitenziarie pugliesi, ma non è mai stato fatto nulla di concreto per risolverlo; anche il black-out elettrico è dovuto ad un sovraccarico degli impianti, inadeguati a sostenere il fabbisogno di una struttura così sovraffollata; 

denunciano i sindacati che quanto avvenuto è il risultato di oltre tre anni di riduzione nell'erogazione dei fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture penitenziarie, che ha prodotto anche la riduzione della fornitura d'acqua al carcere da parte dell'Acquedotto pugliese; più in generale, i sindacati parlano «della distrazione di enormi somme di denaro per la realizzazione del fantomatico Piano carceri, sulla base del quale in concreto sono stati realizzati solo 2 dei 13 nuovi penitenziari, annunciati ormai tre anni fa» -: 

quali iniziative intenda adottare per garantire alla popolazione carceraria i servizi fondamentali, anche eventualmente stornando talune risorse del piano carceri; 

quali intendimenti abbia il Ministro interrogato in merito alla spending review in corso, sulle spese di funzionamento e i consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni, con riferimento alle spese per il sistema carcerario, che sembrano già essere al di sotto del minimo necessario. 

Interrogazione a risposta scritta 4-16816
presentata da LUIGI VITALI 
martedì 3 luglio 2012, seduta n.659