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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/07/2012  -  stampato il 07/12/2016


Cronaca del viaggio di un mezzo per le traduzioni … e meno male che c’era la Polizia Stradale!

Capita di aprire un nuovo carcere e trovarsi con pochi mezzi delle Traduzioni a disposizione e allora eccoci in missione, noi due che siamo distaccati a Rieti dal DAP, verso Cairo Montenotte per ritirare un furgone da quasi 200.000 mila km (praticamente nuovo), passare per Firenze a ritirare del materiale vestiario e consegnare il mezzo e il vestiario al carcere di Rieti.

Sulla carta è fin troppo semplice: sulla carta però. E infatti la missione inizia alle 9.40, ma dopo qualche fermata inaspettata del treno e qualche coincidenza saltata, arriviamo alla Scuola di Cairo alle 22.

Ci sistemano in un bell’alloggio confortevole e alle 7.30 del mattino successivo siamo già in viaggio con il “nuovo” furgone. Il tragitto è comodo, ma verso Lucca, in autostrada qualcosa non va.

Si è rotta la cinghia dell’alternatore. Me lo conferma il collega perché io di meccanica ne conosco poco. Saremmo stati costretti a chiamare un carro attrezzi e dilapidare i 400 euro di missione solo per l’assistenza, invece in un’area di servizio il collega si trasforma in meccanico, acquista un cavo elastico porta pacchi e sistema la cinghia!

Anche io che non ne conosco molto di meccanica so che il trucco non può durare a lungo e allora telefoniamo al carcere di Lucca che da dove siamo dista solo qualche chilometro.

Ci comunicano che non possono aiutarci perché non c’è personale e non ci sono mezzi, il responsabile del Nucleo non c’è. Ci dicono che dobbiamo arrangiarci. Inutile scatenare chissà cosa. Di traduzioni ne ho fatte tante e so che quando ti succede qualcosa per strada con un mezzo della Polizia Penitenziaria, c’è solo un rimedio: far intervenire la Polizia Stradale.

All’uscita Lucca ovest c’è la caserma della Polizia Stradale (il carcere è ad un altro chilometro di distanza), quindi parcheggiamo il mezzo nel loro piazzale ed entriamo. Gli spieghiamo qual è il problema, dobbiamo sostituire la cinghia dell’alternatore. Mentre un collega ci offre il caffè, il responsabile dei mezzi va a comprare la cinghia..

La cinghia è difettosa ma ormai i ricambi sono chiusi. Aspettiamo qualche ora e la storia si ripete, comprano la cinghia e la sostituiamo

Alle 16 siamo a Firenze per caricarci il materiale. Ci hanno fatto la gentilezza di aspettarci, ma i colli ce li dobbiamo caricare in due perché il “facchinaggio” ha già terminato di lavorare.

Alle 20.30 siamo a Rieti e consegniamo il “nuovo” mezzo e il vestiario.

Ma se da oggi il carcere di Rieti ha un mezzo delle Traduzioni in più, lo deve molto allo spirito di Corpo della Polizia Stradale di Lucca!

P.S. raccontata così sembra un'avventura, ma in realtà sappiamo benissimo che questi sono fatti "normali" in ogni Traduzione o spostamento con i mezzi della Polizia Penitenziaria...