www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/07/2012  -  stampato il 09/12/2016


C'era una volta lo straordinario ...

Mio nonno, un ex appuntato degli agenti di custodia, esaurito ed incazzoso, mi racconta che quando lui era una giovane guardia, veniva sistematicamente bloccato in servizio dal Maresciallo Comandante (quelli si che erano Comandanti…..non i Commissari di oggi succubi dei direttori….), non lo faceva smontare e lo costringeva a fare gli “straordinari” o perché veniva in istituto il Giudice di Sorveglianza per fare centinaia di udienze, o per interrogatori o semplicemente perché c’era qualcuno da sostituire in servizio. D’altronde lo straordinario o “adeguata gratifica” credo che si chiamasse così la misera paga con la quale veniva liquidato, era equivalente a mille lire l’ora e pertanto se ne potevano fare anche 90 – 100 ore mensili; raggranellando pochi spiccioli mensili.

Ma, tanto valeva il tempo di un giovane agente di custodia – carne venduta – così li chiamavano i detenuti politici, mi racconta mio nonno mentre gli si arrossano gli occhi per i ricordi: brutti tempi ma bei tempi, poiché eravamo giovani, ma in fondo i brigatisti non avevano torto: eravamo carne venduta, malpagati, sottoposti a ..mobbing…così oggi lo chiamate voi, stressati e terrorizzati che una volta usciti fuori dall’Istituto ci potessero sparare. C’erano Comandanti – incalza mio nonno diventando rosso in viso – che si divertivano a farti bruciare le migliori ore dei migliori anni della nostra vita di giovani agenti di custodia. Noi non volevamo fare straordinario ma loro ci costringevano a rientrare in caserma alle ore 20.00 quando dovevamo fare la “notte”. Noi non volevamo fare straordinario ma la giornata iniziava alle 7.00 e se andava bene finiva alle 17.00.

Rimango allo stesso tempo affascinato e sbalordito nell’ascoltare il racconto di mio nonno e penso che oggi le cose si sono completamente stravolte. 

 

2^ parte 

Nonostante la cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e nonostante l’equazione (- personale = + straordinario), la nuova impostazione politica dell’Amministrazione Penitenziaria, dettata dall’agenda di un Governo per niente attento alle problematiche carcerarie, è quella paradossale di tagliare gli straordinari al Personale di Polizia Penitenziaria; colpa della spending rewiew che come al solito colpisce i ceti medi, gli impiegati statali, gli appartenenti alle forze dell’ordine, i pensionati.

Io credo, nel nostro caso, che nessuno sia felice o cerchi a tutti i costi di ricorrere allo straordinario ma, purtroppo, giornalmente lo si deve fare solo per attendere ai propri compiti istituzionali. E quindi: da un lato manca il personale ed inevitabilmente si è costretti a fare straordinario per sopperire alla copertura dei posti di servizio e turni. Chi fa servizio negli NTP monta la mattina alle 6.00 e non sa quando smonta perché la durata delle udienze non è programmabile, perché sono mille i fattori che fanno aumentare le ore di una traduzione, e pertanto il ricorso allo straordinario è obbligatorio ma, come al solito, lassù al DAP, sede di tanti cervelloni (qualcuno addirittura è arrivato in Vaticano……con le conseguenze note a tutti) si continua a fare delle domande banali del tipo: ma come mai lo straordinario non basta mai? E si danno delle risposte altrettanto stupide: E’ colpa dei direttori e dei Comandanti.

Da un lato ci dicono che dobbiamo fare le perquisizioni straordinarie, un tot all’anno, ma ogni perquisizione, visto il gran numero di personale che vi partecipa, ci costa centinaia di ore di straordinario; ma allora che dobbiamo fare? Non le facciamo? Allentiamo la sicurezza, già di per se quasi a zero? Le rimandiamo all’anno prossimo? NO, perché ti arriva il richiamo dal PRAP che facendoti ricordare la tal circolare chiede spiegazioni sul perché non si sono ancora effettuate le perquisizioni straordinarie previste……..

 

3^ parte 

Da un lato ci sono le attività trattamentali per i detenuti, molte delle quali si assicurano attraverso il ricorso al lavoro straordinario di pochi volontari ai quali paghiamo 1 – 2 ore di straordinario a testa. Aboliamo le attività trattamentali? Teniamo i detenuti 20 ore al giorno chiusi in celle maleodoranti e affollate, fino a farli scoppiare in rivolte sanguinose? Ma ciò non è in contrasto con i principi costituzionali? O nel nome dei tagli ci metteremo anche la Costituzione sotto i piedi, sulla pelle della parte più disagiata e povera della società?

Il mondo penitenziario è diventato paradossale. Tutto è paradosso. Da un lato ci sono gli addetti agli uffici che devono assicurare i turni notturni, i festivi e quanto previsto nell’Accordo Quadro, le perquisizioni mattinali, le scorte in caso di malattia degli addetti all’NTP, tutte attività svolte a discapito del lavoro d’ufficio. Dall’altro lato, invece, Provveditori definiti da qualche sindacalista “piccoli Brunetta in erba” ci ricordano continuamente che gli uffici non devono fare straordinario, mentre loro viaggiano a bordo di fuoriserie di 3000 cc di cilindrata apertamente in violazione alle disposizioni emanate da un tal IONTA (che guadagnava più di Barack Obama il Presidente degli USA) prima di scomparire nell’oblio. E Mr. Tambourine che fa? Suona la ritirata? Ma ve l’immaginate un ufficio matricola che chiude alle ore 14.00 di ogni giorno? Chi dovrà smaltire il lavoro arretrato accumulato negli uffici? Se c’è una scarcerazione complicata che arriva alle ore 13.45 che deve fare il matricolista? Andarsene alle ore 14.00 lasciando in asso la scarcerazione? I Provveditori raccomandano ai Comandanti di non fare straordinario. Una volta, ai tempi di mio nonno i Direttori costringevano i Comandanti a stare in Istituto, ore e ore. Ma ve l’immaginate un Istituto con tutti i problemi che ci sono, con un Comandante che alle 14.00 saluta a tutti e se ne va? Già non è possibile perché a causa della mole burocratica di lavoro, non si riesce a smaltirlo durante il normale orario d’ufficio. Se poi lo straordinario lo prendiamo a ROL nasce un altro problema ovvero quello di andare a sostituire gli assenti, con ulteriore ricorso allo straordinario da parte di coloro che rimangono.
 

4^ parte 

L’importante però che assicuriamo la scorta a magistrati ed alti funzionari del DAP; per quelli i soldi dello straordinario ci sono sempre, c’è l’elevazione del limite, ci sono i soldi per le missioni, per le bollette, per i fiumi di benzina che vengono consumati. Per chi lavora negli Istituti no. Devi fare lo straordinario e non te lo pago, o te lo pago in parte o ti prendi i ROL. Devi assicurare le notti i festivi, il Nucleo e alle 14.00 te ne devi andare e ti ricordo inoltre che se sbagli una scarcerazione per colpa tua o se salta un processo chi paga sei sempre e solo tu, non sarà il Provveditore che viaggia in Audi, non sarà il Funzionario che viaggia in Land Rover (3 km. Al litro) non sarà il Capo del DAP ancora smarrito tra le carte.

Negli Istituti non si fanno più nemmeno le conferenze di servizio perché se vuoi parlare a tutto il personale e lo vuoi fare extra orario di ufficio, dando a tutti la possibilità di partecipare pagandogli lo straordinario, la conferenza ti viene a costare troppo e allora niente conferenza. Se vuoi parla sempre con i soliti venti agenti degli uffici alle ore 8.00.

Una gestione schizofrenica che sta portando l’Amministrazione a fare delle scelte che potremmo definire di “autogestione di detenuti”, a calpestare contratti di lavoro e accordi, in nome di una politica fatta solo di tagli e sacrifici che colpiscono in buona parte poliziotti penitenziari e detenuti…..ma tanto chi se ne frega dei detenuti e dei secondini (come continuano a chiamarci)?

Una politica che non riesce a ridursi a mò di esempio i lauti stipendi, le laute prebende, le pensioni d’oro. Un sistema dove i nostri politici fondano partiti e si fanno finanziare pubblicamente succhiando il sangue agli italiani, dove alcuni politici rubano per fini personali milioni di euro e altri in vacanza scorrazzano su yacth di lusso a titolo di gratitudine per i favori ricevuti.

Tutto questo un po’ ci indigna ma tutto continua come prima. Siamo pertanto consapevoli che, nell’Italia dei mangioni, dei ladri, dei puttanieri a spese dello Stato, dei professori risanatori che prendono 42.000 euro di pensione, La responsabilità di sanare il bilancio dello Stato, in parte ricade sulla Polizia Penitenziaria.