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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/07/2012  -  stampato il 05/12/2016


Lettera ad Enrico Mentana sul caso Cucchi: quando sarÓ ascoltata anche la Polizia Penitenziaria?

Dott. Mentana,

Ieri sera ho seguito la Sua intervista a Ilaria Cucchi e subito dopo ho visto il film cronaca sul caso diStefano Cucchi. Le scrivo innanzitutto per complimentarmi con Lei per come ha condotto l’intervista, nella totale imparzialità e nel rispetto del processo che attualmente si sta celebrando per stabilire le responsabilità di quanto accaduto al povero Cucchi.

Da appartenente al Corpo della Polizia Penitenziaria da quasi ventisei anni, mi sono sentito a disagio e amareggiato nel sentire certe affermazioni di alcuni intervistati, questo perchè nei miei tanti anni di lodevole servizio, mai e poi mai ho assistito a maltrattamenti ai danni di detenuti da parte dei miei colleghi e personalmente ho sempre svolto il mio servizio nella correttezza, fedeltà e consapevolezza, delle persone detenute che abbiamo in custodia.

Non ritengo comunque giusto, anzi lo ritengo fuori luogo, che ogni qualvolta si tratti di parlare di carcere se ne debba parlare nella maniera piu’ negativa e dispregiativa, mancando conseguentemente di rispetto alle migliaia di persone che giornalmente lavorano nel mondo penitenziario, a partire dai poliziotti penitenziari, medici, educatori e tante altre figure che per il loro ruolo svolgono un lavoro difficile e faticoso, soprattutto non riconosciuto, neppure da chi ha il dovere di farlo.

Si sa che quanto c’è da sputare fango su determinate figure c’è sempre qualcuno che ne approfitta, queste persone sono sempre le stesse, quelle che per il carcere e per i detenuti non si sono mai preoccupati, ma che sanno perfettamente che ogni giorno i sindacati della Polizia Penitenziaria denunciano a gran voce il sovraffollamento e la invivibilità delle carceri italiane, una situazione drammatica per detenuti ma anche per tutto il personale penitenziario.

Mi ha colpito invece piu’ di ogni altra cosa quanto detto dal padre di Stefano Cucchi, forse uno dei pochi intervistati che ha saputo distinguere i singoli da tutto il resto. Nella sua intervista guardandolo mi sono convinto che quest’uomo cerca soltanto di capire cosa sia potuto succedere a suo figlio, lo fa in una maniera umile consapevole di come era caratterialmente suo figlio, nessuna affermazione fuori luogo verso le istituzioni, ma solo l’invito a chi ha visto di dire solo la verità. Un padre che chiede di sapere la verità di cosa sia accaduto a suo figlio merita solo rispetto, ed io che sono padre lo capisco perfettamente, spero che al piu’ presto gli sia data una risposta nella maniera piu’ chiara e trasparente. Ecco qualcuno dovrebbe prendere esempio da quest’uomo, la persona piu’ colpita nell’animo che vuole sapere soltanto chi sono quelli che hanno sbagliato, anche il singolo, quelli che non hanno ottemperato ai loro doveri istituzionali e che a causa loro hanno trascinato un intero sistema, un Corpo composta da oltre quarantamila uomini e donne del Corpo della Polizia Penitenziaria e tutte le altre figure che ruotano intorno al sistema penitenziario.Gli altri intervistati invece presentano nel modo di esprimersi il chiaro intento di far capire che è tutto il sistema a funzionare in questa maniera, tutto l’apparato statale delle forze dell’ordine e la magistratura che copre queste cose, un immagine distorta e contorta che è inaccettabile .e che non fa parte di questo Paese.

Lei che è un bravo giornalista, sa benissimo che non è esattamente così, Lei sa benissimo quanti detenuti giornalmente vengono salvati dai poliziotti penitenziari, come sa altrettanto bene quante aggressioni ai poliziotti si registrano giornalmente negli Istituti di pena della nazione. Nessun intervistato ha speso una parola verso gli operatori delle forze dell’ordine che operano giornalmente con alto senso del dovere nella difesa dei cittadini, questa la dice lunga sulle persone intervistate e le loro considerazioni verso le istituzioni democratiche, non si puo’ accettare tutto questo, da appartenente alla Polizia Penitenziaria vorrei la stessa verità che cercano i famigliari di Stefano, se qualche mio collega ha sbagliato ciò non significa che per questo tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine sono uguali, ed il messaggio che è passato ieri sera è proprio questo.

Se proprio devo esprime una mia modesta opinione credo che il caso Cucchi debba far riflettere tante persone, fare scarica barile nel nostro Paese è un mal costume che conosciamo molto bene, personalmente posso dirle che nella mia carriera non ho mai alzato una mano verso un detenuto, so che cio’ puo’ accadere, ma non solo nelle carceri.

Ilaria Cucchi durante l’intervista ha dichiarato che non si puo’ parlare dei Carabinieri sennò si rischia una querela, come vede Dott. Mentana, nonostante gli affondi e affermazioni gravi della Cucchi in varie interviste verso l’istituzione carceraria e la magistratura, non c’è stata alcuna querela, forse questo nel rispetto e nella comprensione del suo stato d’animo, ma cio’ non puo’ essere una cosa che durerà a lungo, anche per il rispetto delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, per cui credo sia giunta l’ora che i vertici del Corpo di Polizia Penitenziaria e tutte le altre istituzioni chiamate in causa in maniera equivoca facciano i loro passi. Ieri sera Ilaria Cucchi ha detto la sua, gli intervistati hanno detto la loro, ma ad oggi ancora non abbiamo sentito la versione di tutti i coinvolti in questa vicenda, mi auguro che un giorno, dopo le sentenze della magistratura, sia consentito anche a queste persone di avere la parola, non dico in un film documentario o in un programma di prima serata, ma in un programma dove siano invitate tutte le persone interessate a questa vicenda.

Colgo l’occasione per dirle che Lei è un giornalista di cui ho avuto la massima considerazione per la Sua correttezza e professionalità di giornalista, per questo motivo La seguo sempre. La ringrazio della Sua cortese attenzione.

Cordiali Saluti
Cagliari, lì 24 Luglio 2012
 
Paolo Spano - Assistente Capo di Polizia Penitenziaria