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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2009  -  stampato il 11/12/2016


L’ANPPE protesta per i ritardi del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio

Nel mese di ottobre 2009 l’ANPPe ha inviato a diversi organi politici e istituzionali una missiva dove si evidenziava il ritardo del comitato per le cause di servizio. In particolare, abbiamo fatto presente:

Ai sensi della normativa di cui al D.P.R. 461/2001, è demandato al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, con sede in Roma, il giudizio definitivo su tutti i pareri medicolegali espressi dalle Commissioni Ospedaliere in materia di riconoscimento di infermità da cause di servizio, di equo indennizzo, di trattamento pensionistico. In proposito, questa Associazione, che è l’unica a livello nazionale, rappresentativa del personale in congedo del Corpo di Polizia Penitenziaria, deve necessariamente rilevare quanto segue:

• i tempi occorrenti per pervenire alla conclusione del procedimento che, dal momento della presentazione dell’istanza alla notifica, comprende non meno di cinque- sei anni, causano gravi penalizzazioni per gli interessati, sia sotto il profilo economico che sanitario;

• l’esito dei procedimenti stessi che, nel 90% dei casi, risultano negativi, molto spesso annullando, o non condividendo, in modo sostanziale, le determinazioni delle Commissioni Medico Ospedaliere: tale disparità di giudizio non può non generare significative ripercussioni circa la professionalità dei Collegi, le cui discordanze appaiono quasi inverosimili, trattandosi di provvedimenti che, al contrario, non dovrebbero registrare considerevoli discrasie.

Peraltro, altro aspetto da non sottovalutare è quello inerente a numerose patologie, nel passato connesse a fattori di servizio ed ora, invece, pur essendo in presenza di identiche sintomatologie, non più riconosciute: ciò evidenzia una diversità di parametri la cui valenza dovrebbe ispirarsi ad uniformità e a omogeneità concettuale, sotto un aspetto clinico e diagnostico.

Fermo restando che la scrivente non può contestare l’operato tecnico- professionale del suddetto Comitato, pur rilevandone incongruenze che non vanno sottaciute, ritiene, però, di proporre una modifica normativa, nell’ambito del D.P.R. 461/2001, che preveda la costituzione di almeno tre Comitati, che abbraccino l’intero territorio nazionale, con identiche funzioni e competenze, che potrebbero davvero consentire uno snellimento dei lavori ed evitare i lunghi tempi di attesa per chi si trova in condizioni di salute comunque precarie e subisce anche danni economici non indifferenti.