www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/08/2012  -  stampato il 08/12/2016


“Tendi una mano al telefono... e afferra la vita”: ecco la soluzione del DAP ai suicidi nella Polizia Penitenziaria!

Secondo me il nocciolo della questione sta tutta nell'ultima parola dell'ultima riga del comunicato che il DAP ha diramato qualche giorno fa per pubblicizzare gli esiti della “riunione ad oltranza” (durata mezza mattinata), convocata da Giovanni Tamburino e che aveva come scopo quello di confrontarsi con i Sindacati della Polizia Penitenziaria per concordare le soluzioni da adottare al contrasto del “disagio” (suicidi) dei Poliziotti Penitenziari. Leggi la convocazione DAP - Tamburino: sgomento e cordoglio per i suicidi dei poliziotti, tavolo sindacale ad oltranza

Riunione DAP suicidi Polizia Penitenziaria
Riunione DAP da sx a dx: Simonetta Matone, Giovanni Tamburino, Riccardo Turrini Vita, Assunta Borzacchiello

Eccola la parola del DAP: “Le misure e sollecitazioni fin qui descritte vanno intese come un “work in progress” non potendo esaurire l’azione di un’Amministrazione che opera con la consapevolezza della necessità del cambiamento, aperta al confronto con ogni articolazione del Dipartimento e a un confronto senza pregiudizi con le OO.SS. di cui riconosce il ruolo fondamentale in questo irrinunciabile processo di EVOLUZIONE.”

Sta tutto qua il senso del DAP e di come agisce nei confronti della Polizia Penitenziaria e cioè del 90% del Personale dell'Amministrazione penitenziaria; opera in termini di evoluzione, con i tempi dell'evoluzione (umana).

Quindi è chiaro che a sbagliare e in mala fede sono i Poliziotti che chiedono soluzioni immediate, certe, facili. Qui si parla di EVOLUZIONE, bisogna attendere che i Dirigenti evolvano (o si estinguano).

Peccato però che il tasso di suicidi nella Polizia Penitenziaria sia cinque volte superiore del tasso di suicidi (e tentativi di suicidi) in Italia, calcolati dall'ISTAT nell'ultimo rilevamento del 2010 diffuso nel marzo del 2012.

I dati dell'ISTAT parlano di 5,1 suicidi ogni 100.000 abitanti in Italia: bisogna considerare però che il dato comprende anche i suicidi e tentativi di suicidio degli stessi agenti di Polizia Penitenziaria e delle persone detenute e quindi sarebbe molto più basso se fosse “scremato” di questi numeri... Nella Polizia Penitenziaria invece, calcolando una media di 10 suicidi all'anno, si arriva allo sconvolgente numero di circa 26,31 ogni centomila Poliziotti Penitenziari (100.000/38.000*10).

Per il DAP però è tutto ok, perfettamente in linea con i suicidi nella altre Forze di Polizia! Come se questo potesse giustificare la propria mancanza di iniziative! Si suicidano anche i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Finanzieri e i Forestali: di cosa ci vogliamo lamentare?

E poi il DAP ha detto che le soluzioni le ha trovate e qualcuna l'ha anche messa in atto... Su tutte, citiamo quella riferita probabilmente ai 76.000 mila euro per il corso dei Comandanti: “Sul versante della formazione, l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari ha predisposto un progetto a favore del personale di Polizia Penitenziaria finalizzato all’analisi delle fonti di stress” e quella più importante che è stata comunicata così: “Il numero verde - numero verde individuato quale soluzione dall'ultima Commissione disagio del Personale, Ndr - sarà adeguatamente pubblicizzato attraverso una campagna di sensibilizzazione tra il personale che prevede anche la distribuzione di una brochure informativa intitolata Tendi una mano al telefono e… afferra la vita!!!

Ecco le dichiarazioni del comunicato: leggi il comunicato DAP sull'esito della riunione disagio del personale.

Per favore, chiunque abbia la forza di leggere fino in fondo il comunicato mantenendo la calma, lasci un commento su questo articolo, magari indicando quali sono state le proprie esperienze dirette sull'impatto che queste fantomatiche iniziative abbiano avuto sul miglioramento del proprio benesere lavorativo e/o personale e i miglioramenti di cui sia venuto a conoscenza che hanno riguardato i propri colleghi. Grazie.

 

Leggi anche: