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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2009  -  stampato il 09/12/2016


Non č pių rinviabile la rivalutazione delle pensioni

Accanto alle risorse che il Governo deve trovare per gli anziani non autosufficienti, esiste anche il problema reale, tragicamente reale perché si lega indissolubilmente all’altro, della rivalutazione delle pensioni.

• Primo, perché è una battaglia di giustizia e di civiltà;

• secondo perché chi ha visto perdere il suo potere d’acquisto anche del 50% rispetto ai pensionati più recenti, può ad ogni buon conto considerarsi un non autosufficiente.

E’ un dato di fatto, che la crisi aggrava situazioni già critiche di per sé, ed apprezza il tentativo di rinforzare i para- cadute sociali messi in campo dal Governo, ma questo non basta; rimane comunque inaccettabile il contesto, delle discriminazioni a danno dei pensionati, ridotti alla miseria perché si ostinano a campare più del dovuto!

In vari incontri informali è stata accettata la richiesta di aprire con il Governo un tavolo di discussione sul potere d’acquisto delle pensioni, sulla non autosufficienza, sul paniere Istat e sulla rivalutazione delle pensioni, tutto in un quadro di razionalizzazione della spesa pensionistica.

E’ vero che c’è la crisi e armonizzare il Bilancio dello Stato è un’impresa, ma è vero anche che i pensionati non possono pagarne per intero il conto, tanto più che il modo per fare qualcosa c’è. E senza aggravi per le casse statali. I bilanci degli enti previdenziali sono in attivo e basterebbe separare la Previdenza dall’Assistenza per trovare le risorse necessarie, e poi c’è la lotta all’evasione fiscale e contributiva, la razionalizzazione della spesa pubblica ecc...

E’ l’uovo di Colombo, perché cercare provvedimenti-tampone (social card e simili...) dall’incerto esito quando la soluzione è tanto più semplice e fattibile di quel che si creda?