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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/08/2012  -  stampato il 08/12/2016


Ad un passo dal cielo olimpico Clemente Russo conferma l'argento di Pechino

La Fiamma Azzurra di Marcianise ,Clemente Russo, era giunto a Londra per migliorare il secondo posto ottenuto quattro anni fa a Pechino. Dopo quattro anni è di nuovo medaglia d'argento, esattamente come in Cina in occasione della sua prima Olimpiade. Allora pianse di delusione perla piazza d'onore, ad oggi questo risultato non può sembrargli più una disfatta dal momento che solo sei pugili italiani nella storia della nobile arte sono riusciti a ripetere il podio della massima competizione agonistica del globo. Clemente le ha provate tutte: ha lottato come sempre, chiudendo il primo round in vantaggio e cedendo solo alla distanza contro un avversario, il campione del mondo in carica Usyk, che si è dimostrato più fresco nel finale di un match che è stato in bilico fino all'ultimo.

Ad inizio della prima ripresa l'atleta della Polizia Penitenziaria ha affrontato l'avversario ucraino a viso aperto, senza il minimo timore reverenziale. Il primo round sorride all'atleta delle Fiamme Azzurre, che chiude sul 3-1 nei confronti del 25enne pugile ucraino testa di serie numero uno del tabellone olimpico. Nella seconda ripresa Clemente è meno pulito rispetto all'inizio dell'incontro e il campione del mondo indovina alcuni colpi potenti: Russo prova a lavorare ai fianchi l'avversario, ma Usyk tiene, riprendendo i due punti di svantaggio. Al termine del secondo round, il punteggio vede i due atleti sull'8-8.Nell'ultima ripresa l'ucraino, che Russo aveva battuto nei quarti di finale a Pechino 2008, è più fresco: i suoi colpi vanno a segno puliti, mentre quelli dell'italiano faticano un po' di più ad arrivare al bersaglio. Alla fine è 14-11, ma la sensazione che Tatanka se la sia giocata fino in fondo è già sufficiente per non fargli perdere il buonumore. Un argento, è sempre un metallo prezioso, il terzo della spedizione delle Fiamme Azzurre ad un giorno dalla conclusione dei giochi. Bravo Tatanka, anche senza l'oro sei e resti un atleta numero uno per costanza e forza.