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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/08/2012  -  stampato il 02/12/2016


Vice Capo DAP Luigi Pagano: cosa sta facendo per tutelare l'immagine della Polizia Penitenziaria?

“Non sempre un buon Provveditore Regionale è anche un buon Vice Capo Dipartimento. Luigi Pagano ne è la conferma più evidente: dinamico ed attivo quando era responsabile regionale penitenziario della Lombardia, non lo è altrettanto nell’incarico di responsabile della Comunicazione dell’Amministrazione Penitenziaria.
 
E’ infatti disarmante l’indifferenza istituzionale del DAP che non ha preso a tutt’oggi alcuna posizione e iniziativa circa la notizia che in una prossima fiction di Rai1 nel quale è prevista una puntata sul tema delle violenze in carcere che, a detta stessa degli autori, altera la realtà della vita quotidiana penitenziaria. Cosa ha fatto di concreto il vice Capo DAP Luigi Pagano, responsabile della comunicazione istituzionale dell’amministrazione penitenziaria, nel merito di questa fiction? Che provvedimenti ha ritenuto opportuno assumere? Ha chiesto di vedere cosa c’è scritto nel copione di quella puntata che, a detta stessa degli ideatori, vuole creare la falsa immagine del carcere quale luogo di sistematiche violenze in danno dei detenuti? Ma la Polizia Penitenziaria non può pagare le diffuse e colpevoli incapacità del DAP a tutelare l’immagine e l’onorabilità del Corpo: per questo ci appelliamo alla Ministro della Giustizia Paola Severino ”
 
“Pagano si è impegnato pubblicamente per stemperare il caldo nelle carceri e per non far trasferire un detenuto da Pisa a Milano, chiestogli da una Associazione per i detenuti. Ma ai poliziotti ci pensa?” prosegue Capece. “Gli italiani non conoscono bene la Polizia Penitenziaria perché l’Amministrazione penitenziaria non vuole e non è capace di far conoscere il duro lavoro degli agenti penitenziari che garantiscono la sicurezza delle carceri in Italia 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Gli italiani non ci conoscono perché il DAP, segnatamente l’Ufficio stampa e relazioni esterne ed il Vice Capo DAP Luigi Pagano, non è evidentemente capace di svolgere il proprio lavoro di comunicazione.
 
E questo non ci stupisce considerato il fatto che la Polizia Penitenziaria non ha nessuna voce in capitolo nel settore della comunicazione pubblica all’interno della propria amministrazione. Continuiamo a denunciare da anni che l’Amministrazione Penitenziaria ha del tutto disatteso il proprio mandato istituzionale di informare i cittadini e far conoscere la realtà penitenziaria e il duro lavoro della Polizia Penitenziaria. Le nostre dichiarazioni sono anche confermate da uno studio sulla percezione d’immagine della Polizia Penitenziaria da parte dei cittadini che più un anno fa il DAP aveva commissionato ad una società di sondaggi.
 
Lo studio dimostrava che la Polizia Penitenziaria era all’ultimo posto di preferenza tra le Forze di Polizia italiane, ma arrivava in assoluto al primo posto tra le persone che avevano avuto modo di conoscere il nostro lavoro e la nostra professionalità. Siamo anche stufi di assistere all’immobilismo e all’insufficienza dell’Ufficio Stampa del DAP che si rifiuta di intervenire quando i media e le produzioni televisive ci appellano con i termini denigratori di “secondini” o “guardie carcerarie”, quando dovrebbe essere noto a tutti, e a maggior ragione a chi si occupa di comunicazione, che la Polizia Penitenziaria è una risorsa e una realtà del Paese da più di venti anni.
 
Se i cittadini non conoscono bene la Polizia Penitenziaria dipende dal fatto che il DAP sulle carceri e in particolar modo sul ruolo della Polizia Penitenziaria continua a mantenere quella cortina fumogena che non è in grado e non vuole diradare. E diffondere attraverso la Rai una fiction sulle presunte sistematiche violenze in carcere vorrebbe dire dare un colpo mortale all’immagine dei Baschi Azzurri”.
 
Donato Capece - Sappe Informa