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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/09/2012  -  stampato il 07/12/2016


Quando ci si deve difendere anche dal “fuoco amico….”

Siamo abituati alla disinformazione dei non addetti ai lavori sui compiti e sulle funzioni della Polizia Penitenziaria; siamo consapevoli che il mondo penitenziario sia difficile da comprendere per chi non ha mai visto un carcere.

Anche i Colleghi delle altre forze di polizia che operano quotidianamente con i poliziotti penitenziari sanno quanto sia duro e complesso il nostro lavoro. Quindi restiamo sbalorditi quando apprendiamo che un Sindacato del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della regione Sardegna, Corpo istituito con legge regionale, disconosce i compiti demandati dalla legge ad un Corpo di polizia della Stato italiano, quale è la Polizia Penitenziaria. Ma prima di elencarli è doveroso comprendere l’attinenza del nostro comunicato stampa con quanto riportato dal Sindacato regionale dei forestali della regione Sardegna sul proprio sito: http://www.saf-sardegna.it/bacheca/il-fascino-della-paletta-anche-la-polizia-penitenziaria-chiede-di-fare-i-posti-di-blocco

Il nostro comunicato era un invito rivolto al Presidente del Consiglio, Mario Monti, che aveva rilasciato un’intervista a un periodico sulla grave criticità del sistema penitenziario, per conoscere come intendesse risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri italiani e la carenza di personale di Polizia Penitenziaria, ma non solo. Il trafiletto del Sindacato regionale dei forestali riportava il titolo: il fascino della “paletta”: anche la Polizia Penitenziaria chiede di fare i posti di blocco; richiamando esplicitamente il nostro comunicato. Al di là della non attinenza dei due argomenti, appare quanto mai necessario informare i “colleghi” del Sindacatino regionale, e ai lettori del loro sito, che la Polizia Penitenziaria è una delle cinque forze di polizia operanti in Italia, la quarta per la precisione, e tra i compiti demandati dalle leggi dello Stato, vi sono anche quelli di polizia stradale previsti per l’appunto dall’art. 12, lett. f-bis, del C.d.S.

Rimaniamo quindi sconcertati che la non conoscenza della norma provenga da una compagine sindacale. Purtoppo, avendo il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della regione Sardegna compiti di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza con limitata competenza alla sola regione Sardegna, il Sindacato probabilmente disconosce che alla Polizia Penitenziaria, alla pari dei Colleghi del Corpo Forestale dello Stato, sono attributi tra l’altro i compiti di polizia stradale, in ordine ai servizi di traduzione dei detenuti.

La collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, e soprattutto con il suo Sindacato più rappresentativo a livello nazionale, il SAPAF, che peraltro insieme al SAPPe e al SAP della Polizia di Stato, fa parte della Consulta Sicurezza, ci onora di affermare che la spiacevole vicenda è solo frutto di scarsa conoscenza e ci piace riportare al riguardo una frase di Sant’Agostino: “il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina”.

Pertanto, per buona pace dei “colleghi”sardi, non abbiano alcuna pretesa di rivendicare funzioni già attribuite al nostro Corpo, ne di istituire “posti di blocco per la spavalderia di mostrare palette (o secchielli…)