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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/09/2012  -  stampato il 09/12/2016


Per la crisi economica in America svuotano i penitenziari per ridurre i costi. E in Italia ?

 

Forse l’idea che viene dall’America per far fronte alla crisi potrebbe essere valutata anche nel nostro paese considerato che la situazione è diventata incandescente e rischia di esplodere in qualsiasi momento.
Addirittura per lo stato della California la Corte Suprema nel maggio scorso, giudicando che le condizioni di detenzione violavano le “leggi costituzionali”(situazione sistematica nel nostro paese) in materia di diritti umani e sanitari, avrebbe ordinato il rilascio di circa 33 mila detenuti in due anni, colpevoli di reati minori non violenti e non sessuali.
In America per ridurre i costi, su una popolazione di circa 1,6 milioni di detenuti verrebbero rilasciati circa 700.000 detenuti annualmente.
Ciò sarebbe possibile in quanto in quel paese c’è anche una grande attenzione sia verso quelle che sono le pene alternative alla detenzione,sia verso quelle associazioni che in maniera seria e responsabile,lavorano e si battono per il reinserimento dei detenuti nella società.
Proprio per seguire questa via, in America parecchi Stati a partire dal Texas, notoriamente molto repressivo, ha rinunciato a costruire otto nuove prigioni in cinque anni, dirottando le somme investite in programmi di reinserimento , di disintossicazione, di percorso post carcere.
Perché in Italia si chiacchiera tanto e non si prendono decisioni coraggiose?
Perché ancora oggi la via principale per cercare di risolvere la grave situazione penitenziaria passa dalla costruzione di nuove carceri?
Non immagina per esempio il Ministro della Giustizia che senza una riforma del sistema penitenziario e delle pene alternative al carcere, non si va da nessuna parte, poiché potranno aumentare i posti letto ma in proporzione aumenterà sempre di più la popolazione detenuta lasciando la situazione inalterata e disperata.
Il SAPPE ritiene che in questo Paese ove si ragiona sull’emergenza e non sul lungo periodo, la strada che viene seguita in America sia l’unica proposta percorribile per cercare di risolvere una volta per tutte la questione penitenziaria Italiana, rendendo più umane le carceri e nello stesso tempo dando certezza del diritto e delle pene, risparmiando peraltro,parecchi soldini.