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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/09/2012  -  stampato il 08/12/2016


Scorte o Corte? C' chi serve lo Stato e chi al servizio della persona...

Scusatemi, ancora una volta sarò sgradevole. Continuo a leggere commenti sul blog di colleghi che si scagliano contro altri alla minima critica sul personale (poco per fortuna) che opera nelle scorte.

Continuo a leggere: noi non siamo secondi a nessuno; questo è un compito prestigioso; è un compito che spetta alla Polizia Penitenziaria, così come la polizia giudiziaria nelle Procure, la Polizia Stradale ecc., perché a quanto pare, per qualcuno – o forse per molti, i servizi che danno lustro e prestigio al Corpo sono solo questi, ovvero quelli che hanno un impatto all’esterno…..Poi se andiamo all’esterno malvestiti, con furgoni rappezzati che prendono fuoco in autostrada, se facciamo a gara a chi da più multe per sentirci vicini ai nostri colleghi della PS o ai Carabinieri….beh, questo è un altro discorso.

Mettiamo un po’ di chiarezza sul discorso scorte e Polizia Penitenziaria. Ho apprezzato tantissimo la decisione del Ministro della Giustizia Paola Severino di razionalizzare l'impiego degli uomini della Polizia Penitenziaria nel servizio di scorta e tutela solo di Magistrati (spero quelli del DAP e solo quelli veramente a rischio) e rivedere l’assurda norma, nata sicuramente in tempo di vacche grasse, di continuare a scortare ex Ministri della Giustizia che adesso sono solo dei deputati o senatori, tanto per fare un esempio, gente come Castelli, Fassino e in ultimo Angelino Alfano, oggi solo deputato e portavoce del PDL che continua ad essere scortato dalla Pol Pen durante le sue gite in Sicilia.

Certo la scorta misura il grande potere di un uomo rispetto ad un altro, specie in campo politico, ma se poi la scorta si rivela solo uno status symbol o serve poter aiutare a fare la spesa il deputato, mi sembra che non ci sia niente di prestigioso ma anzi, c’è qualcosa di poco dignitoso. Allora io mi chiedo: perchè un collega che fa la scorta e quindi in linea teorica rischia per garantire la sicurezza dell’Autorità “omissis” (pare che si scriva così sui fax, per motivi di sicurezza (il segreto di Pulcinella), poi si presta, sempre in linea teorica, a fare la spesa o ad aiutare, a prendere i bambini a scuola, e a fare tanti altri lavori per conto del suo “protetto” che non gli spettano. Allora io mi chiedo ancora: cosa c’è di tanto prestigioso nell’andare a fare la spesa con l’autorità protetta? Forse il prestigio sta nell’indossare un bel vestito, auricolare, sgommare a tutta velocità nel traffico mentre i poveri cristi di cittadini restano in fila per ore? Allora è vero, come dicono in molti in Italia, che molte personalità protette non hanno bisogno di “scorte” ma bensì di una “Corte”.

Perché non è prestigioso il collega che tiene testa per otto ore al giorno a 100 – 120 detenuti in un piano? Mentre, in questa Repubblica dei lampeggianti, è prestigioso solo chi fa la scorta ed altri servizi operativi? Non sono contro le scorte della Polizia Penitenziaria. La nostra professionalità ci è riconosciuta. Ma vi chiedo: perché una volta che un agente o un sottufficiale ha fatto servizio nelle scorte, poi non vuole rientrare più in carcere al servizio a turno e fa di tutto per farsi distaccare in altri posti? Ad esempio un tranquillo UEPE periferico; ciò accade e accade perchè mentre il Ministro pensa a recuperare personale di P.P. levando le scorte a chi non ne ha diritto, al DAP si continua a distaccare allegramente personale presso gli UEPE.

Sarei molto contento di sapere dove andranno a finire quei colleghi che per vari motivi, dopo un periodo di tempo, vengono tolti dalle scorte. E ci scommetterei con una quota 1.30 che vanno a finire nei vari PRAP a scaldare le sedie, negli UEPE, qualcuno più sfortunato negli NTP sempre a corto di personale.

Finitela, dunque, di commentare e disprezzare chi solleva dubbi su questo particolare tipo di servizio, abbiate più rispetto per chi lavora in sezione a contatto con i detenuti,; è lì che c’è l’essenza del lavoro del poliziotto penitenziario, è lì, nel tenere testa a 100 detenuti che si acquista il prestigio e non a fare le multe per strada o accompagnare a fare la spesa l’Autorità “Omissis”.