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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/09/2012  -  stampato il 02/12/2016


E vero al peggio non c mai fine, ma ci siamo molto vicini ... Chi comprime la Polizia Penitenziaria

Leggo la notizia del generale dei Carabinieri al CED e provo un senso di sconforto, non per la notizia in quanto tale. 

Mi spiego meglio, sono orgoglioso di appartenere alla Polizia Penitenziaria, sono “uno” dei tanti (ormai non tantissimi) reduci degli Agenti di Custodia, e credo di essere uno dei tanti (non tantissimi) che non ha mai sofferto di complessi d’inferiorità nei confronti di chicchessia, qualsiasi sia la provenienza. 

Mi sconforta lo spreco, nulla più. 

Perchè sono sicuro che il “Signor” Generale che assumerà l’incarico, presto dovrà fare i conti con la professionalità che troverà e che quasi mai nessuno di quelli che hanno la (sfortuna) fortuna di collaborare con la Polizia Penitenziaria si aspetta. 

Già la professionalità… quella che latita nelle alte sfere del DAP.

Dirigenti che hanno sempre fatto la guerra alla Polizia Penitenziaria in tutti i modi, con il solo scopo di tenerla compressa.
 
Ovvio, sanno molto bene che nella Polizia Penitenziaria la professionalità non latita affatto e questo è motivo di forte preoccupazione.
 
Quei dirigenti, che hanno sciorinato critiche all’articolo 25 della legge 395/1990 e che da “direttivi” hanno beneficiato della porcheria della “Meduri”, esaltandola come la panacea di tutti i mali del Sistema Penitenziario.
 
La panacea che immancabilmente si rivelata il ceppo di un virus pericolosissimo, una sorta di “Ebola” amministrativa che sta dando (il peggio) il meglio giorno dopo giorno.
 
L’incapacità amministrativa e dirigenziale portata dalla riforma “meduri”, non fa altro che danneggiare, l’intero sistema penitenziario, il quale sta fagocitando giorno dopo giorno l’organismo militarmente organizzato (Polizia Penitenziaria), che dovrebbe essere il suo braccio operativo, ma che malgrado, l’impegno, il senso del dovere e lo spirito di corpo di tutti i suoi circa 40.000 uomini e donne li sta trasformando in una sorta di condannati tra i condannati, costretti a scontare una pena dura, pur non avendo commesso alcun reato.
 
Già perché un Corpo Militarmente organizzato, inquadrato nelle Forze di Polizia, proveniente dalle Forze Armate dello Stato, è impensabile che non abbia il diritto di avere un proprio vertice, autonomo, il quale debba garantire dei risultati e null’altro, con il diritto che nessuno entri nel merito del come e del perché, purché tutta l’opera della Polizia Penitenziaria dal primo all’ultimo dei suoi appartenenti sia espletata in conformità della legge, ma che sia principalmente messo in condizione operare in conformità della legge sine die, ovvero non a giorni alterni o a convenienza come ora avviene a seconda degli “umori” dei “meduriani” di ferro.
 
Ripeto, la nomina di un esterno che tocchi con mano la professionalità della Polizia Penitenziaria e l’inefficienza dell’attuale dirigenza ben venga… non mi turba affatto…
 
Mi sconforta al contempo lo spreco, che noi (Polizia Penitenziaria), abbiamo il dovere di denunciare, non per tutelare un nostro diritto, il quale in quanto latori di professionalità è inalienabile, abbiamo il dovere di denunciare decisioni che per efficacia ed efficienza sono pari a zero come valenza, operativa, strutturale e amministrativa, ma che pesano sull’erario in modo a dir poco vergognoso.