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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/09/2012  -  stampato il 06/12/2016


Nuclei Traduzioni e Piantonamenti : Un disastro annunciato

Non c’è nulla di gradevole nell’essere profetici ed aver annunciato al mondo penitenziario, in tempi non sospetti, il disastro cui si andava incontro se si fosse continuato a gestire i Nuclei Traduzione senza soldi per la benzina, senza soldi per la manutenzione dei mezzi, con l’uso di automezzi fatiscenti che hanno fatto 11 volte il giro del mondo, con un turismo giudiziario esagerato, con l’accompagnamento in ogni dove di ogni detenuto sia esso agli arresti domiciliari o con la pericolosità uguale o pari a quella di un passerotto.

Siamo arrivati al capolinea: furgoni che prendono fuoco per strada, udienza che slittano creando un clamore mediatico, ricoveri di detenuti che non vengono eseguiti per mancanza di automezzi, interi NTP bloccati per mancanza di certificati di affidabilità, traduzioni eseguite con staffette di mezzi che partono da un Istituto per prelevare detenuti in altri istituti e accompagnare i detenuti di qua e di là, con relative scorte miste, con consumo di centinaia di chilometri giornalieri ed esasperazione da parte del personale.

Traduzioni eseguite in auto pur di assicurare i detenuti nelle aule di giustizia e non fare andare in escandescenza i giudici che hanno sempre e comunque ragione, ma che allo stesso tempo nessuno, negli uffici superiori, si sogna di autorizzare ufficialmente con buona pace dei vari Coordinatori coraggiosi che si prendono la responsabilità di farle ma che in caso di sinistro sono totalmente scoperti, tanto da essere esposti e colpiti nelle parti basse del corpo umano da un mega cetriolo che gira a mezz’aria sempre pronto a colpire la Polizia Penitenziaria.

In mezzo a questo disastro annunciato si assiste ad uno spreco di denaro pubblico degno della Prima Repubblica (che i nostri attuali politici ci hanno fatto rimpiangere); ruberie varie, vite da nababbi alle spalle dei contribuenti, amanti, ostriche e champagne. Qualcuno dice che sarebbe bastato solo il 10% delle cifre nella disponibilità dei Consiglieri regionali del Lazio per rinnovare il parco macchine del DAP o comunque per assicurarne la manutenzione.
 
Non vedo, e non credo che da parte del Governo ci sia la volontà di intervenire drasticamente per dare risposte immediate a tale problema che ha e avrà ripercussioni sul sistema Giustizia già gravemente ammalato. E allora? Fermiamoci tutti. Che i Direttori abbiano il coraggio, almeno per una volta dall’approvazione della “Meduri” di mettere gli attributi sopra le scrivanie e di fermare le traduzioni, pretendendo risposte certe da parte dei Provveditori (Direttori che hanno fatto carriera e che forse hanno dimenticato che qualche mese fa anch’essi lo erano) e che il nostro Capo del Dipartimento abbia il coraggio di scrivere ai signori magistrati la reale situazione che sta attraversando l’Amministrazione Penitenziaria, invitandoli a non rimproverare i capi scorta rei solamente di essere arrivati in ritardo in aula per colpe non ascrivibili a loro.