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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/10/2012  -  stampato il 05/12/2016


Riordino delle carriere, il 10 ottobre ripartono le trattative al Ministero dell'Interno. E se chiedessimo di partecipare anche noi?

Nonostante la diminuzione dei fondi stanziati che, grazie all’intervento dell’ultime tristemente note finanziarie “lacrime e sangue”, si sono ridotti da quasi un miliardo a poco più di centotrenta milioni di euro, continua a far parte dell’agenda politica di questo Governo il riordino delle carriere del personale delle forze armate e di polizia.

In pratica, è dal 2001 che si parla di riqualificazione dei ruoli e delle qualifiche delle forze di polizia.
Nel 2005 il provvedimento è stato vicinissimo all’approvazione, allorquando dopo il licenziamento della Camera dei Deputati, si arenò sul filo di lana della legislatura al Senato della Repubblica anche, e soprattutto, a causa di una spaccatura tra i sindacati della polizia di stato (in particolare il Siulp, allora guidato da Oronzo Cosi, si oppose fermamente all’approvazione del provvedimento).
 
A tutt’oggi, infatti, sono all’esame delle competenti commissioni parlamentari numerosi disegni di legge (Atti Camera 137, 1296, 1659, 1708, 2291, 2328 e 2711) che potrebbero essere unificati.
L’ultimo atto parlamentare in questa direzione risale all’estate del 2010.
 
Nel frattempo, va detto che le singole Amministrazioni – in particolar modo il Ministero dell’Interno e quello della Difesa – hanno continuato a lavorare ad una bozza di legge delega per il riordino dei ruoli del personale delle forze armate e di polizia.
Allo stato attuale sembrerebbe essere stata raggiunta una intesa di massima tra le amministrazioni finalizzata alla modernizzazione e alla semplificazione degli ordinamenti per migliorare la funzionalità degli uffici e per valorizzare le professionalità del personale e la specificità dei relativi compiti, eliminando tutte le attuali criticità.
 
In tale direzione ci sarebbe convergenza su alcuni punti cardine:
 
1) Unificazione dei ruoli agenti-assistenti e sovrintendenti e corrispondenti;
 
2) Riassetto del ruolo degli ispettori e corrispondenti;
 
3) Soppressione dei ruoli direttivi speciali e contestuale istituzione di un nuovo ruolo direttivo ordinario con accesso riservato dall’interno e dall’esterno mediante concorso pubblico;
 
4)Istituzione di un nuovo ruolo dirigenziale con la confluenza degli attuali ruoli dei commissari e corrispondenti;
 
5) Riassetto della disciplina della dirigenza.
 
Ovviamente, in prima applicazione, il nuovo ordinamento dovrebbe prevedere una disciplina transitoria che regolamenta l’inquadramento delle precedenti qualifiche nelle nuove, in considerazione dell’anzianità di servizio, dell’esperienza maturata, delle specializzazioni conseguite e dei titoli di istruzione e di formazione posseduti.
 
Le risorse attualmente disponibili per il riordino delle carriere ammontano a quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 e centodiciannove milioni di euro a decorrere dal primo gennaio 2014, per un totale, appunto, di centotrentuno milioni di euro.
Come è facile intuire, la copertura economica non è nemmeno lontanamente sufficiente a finanziare una tale riqualificazione dei ruoli, che andrebbe a riguardare circa cinquecentomila professionisti della sicurezza.
 
Ad ogni buon conto, però, centotrenta milioni di euro sono pur sempre un inizio, che può servire da copertura per le fasi introduttive, tantoché il 10 ottobre prossimo si terrà al Ministero dell’Interno una prima riunione per valutare gli attuali margini di manovra del riordino delle carriere.
Per altro verso, mi sembrano inutili e pretestuose certe lamentele sul fatto che soltanto al Mnistero dell'Interno si discute di riordino perchè, come sempre, la Polizia di Stato ed i Carabinieri (e quindi Interno e Difesa) hanno sempre fatto da apripista sulle riforme strutturali ed ordinamentali.
Inutili mi sembrano le richieste di apertura tavoli al Ministero della Giustizia, come mi sembrano inutili trattative con un Dipartimento, il nostro, che non ha nessuna voce in capitolo sulla questione.
 
Semmai potremmo chiedere di partecipare alle trattative al Ministero dell'Interno perchè in quella sede, magari, potremmo proporre questa benedetta unificazione delle forze di polizia cercando di risolvere, a monte, il problema più grosso che abbiamo allo stato attuale: la dipendenza dal  dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.