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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/11/2012  -  stampato il 08/12/2016


Un Corpo di vecchi, in attesa di arruolamenti nella Polizia Penitenziaria che non arriveranno mai

Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria) si lamenta troppo. Dice che non fa altro che dedicare il suo tempo, la maggior parte del suo tempo lavorativo, diciamo il 90%, alla gestione del personale e il restante 10% alla gestione dei detenuti.

Lui sostiene (ma secondo me non capisce niente…) che più si alza l’età anagrafica del personale e più aumentano i problemi gestionali, infatti (lui sostiene) che avendo a che fare con un personale di P.P. che ha in media 48 anni e oltre 20 anni di servizio è veramente difficile trovarne uno integro fisicamente, senza problemi familiari, senza problemi economici, con genitori sani e autosufficienti.

Tutto questo comporta una serie di difficoltà gestionali legate a vicende personali, talvolta tristi, alcune volte drammatiche, che richiedono una capacità di rapportarsi con il personale, un equilibrio, un savoir faire, una capacità di comprensione che va oltre le medie capacità umane.

Ci sono quelli separati con problemi economici, quelli separati con problemi legati all’affidamento dei figli, quelli con i genitori handicappati a carico con infiniti problemi sanitari, quelli presi dallo stato d’ansia che non vogliono andare all’Ospedale Militare ma che vogliono essere aiutati con servizi leggeri e possibilmente non a contatto con i detenuti, quelli che hanno dolori alle ginocchia e non possono stare all’impiedi pur essendo stati fatti idonei dalla CMO, quelli che invece non possono stare tanto seduti e chiedono di poter fare un servizio dove un po’ si siedono e un po’ si muovono – anche se fatti idonei dalla CMO, quelli che non possono montare in sezione perché gli hanno arrestato il parente, quelli che non possono montare in sezione perché hanno problemi economici e …..non si sa mai…., quelli che pretendono di fare il capoposto e quelli che si ammalano perché la notte fanno il capoposto e di giorno sono sul piano e si sentono sminuiti, quelli che vogliono fare sentinella fissa per non stare a contatto con i detenuti, quelli che hanno problemi gravi di famiglia e vogliono fare solo servizi antimeridiani, quello che ha la moglie con minacce di aborto e vuole essere autorizzato fin dal primo giorno della gravidanza a non fare le notti; quelli che non vogliono fare le notti, e quelli che ne vogliono fare 5 – 6 al mese, quelli che vogliono fare la prima abbinata alla notte e quelli che si ammalano perché gli dici che non è possibile fare prima e notte e allora la prima non te la fanno, quelli cui non riesci a fargli fare una prima di sabato, quelli che si lamentano di tutti e di tutti.

Il campionario potrebbe continuare ancora ma chiedo al mio amico Commissario di fermarsi. Credo che stia esagerando un po’: mi descrive il carcere come se fosse un piccolo Vietnam…..e poi continua: ah, dimenticavo…. Poi ci sono i sindacalisti, ormai quasi tutti hanno una carica e quindi quelli che ti attaccano perché ipotizzano favoritismi, quelli che ti attaccano perché con un provvedimento hai nuociuto ad un loro iscritto, quelli che ti attaccano perché le cariche fisse fanno sempre la notte di venerdì, rubando lo smontante di sabato ai colleghi del SAT, quelli che ti attaccano perché hanno fatto solo due domeniche di riposo, quelli che ti attaccano perché qualcuno ne ha fatte tre e c’è sperequazione…….insomma…..e poi ci sono i cinquantenni, ormai in alcune carceri sono il 40 – 50% della forza. Questi continuano ancora a guidare i mezzi delle traduzioni, continuano ancora a fare le stesse cose che facevano a 20 anni, con la differenza che adesso ne hanno 50 e sono pieni di acciacchi e visibilmente nervosi dal continuo logorio che viene dal confronto quotidiano con il detenuto. Ti chiedono tutti di non fare le notti perché hanno compiuto 50 anni in virtù di una norma scritta anni fa quando ancora la media anagrafica dei colleghi era ancora bassa rispetto ad oggi. Una norma inadeguata che andrebbe rivista e che attualmente è impossibile applicare anche se si cerca in tutti i modi di venire incontro a questi vecchietti, ma sono solo intenzioni velleitarie quando si ha il 50% del personale ultracinquantenne.

Il mio amico Commissario è un fiume in piena: il Governo continua ancora ad allungare l’età pensionistica non tenendo conto davvero di quanto sia usurante il lavoro del Poliziotto Penitenziario, di quanti colleghi muoiano d’infarto e di quanti hanno problemi di ansia, di ipertensione, di artrosi e di tutte quelle malattie prese in servizio ma paradossalmente ormai difficilmente riconosciute dagli Ospedali Militari che, con il loro disconoscimento delle cause di servizio, fanno pagare ai colleghi ammalati pagano oggi anni pregressi di facili riconoscimenti di cause di servizio a go go, gettando nello sconforto i cinquantenni del Corpo i quali si devono convincere che la Bronchite o l’ipertensione ce l’avevano fin da piccoli!!!

Non avevo mai visto il Commissario Ultimo così sconfortato e deluso; mi sembrava il Drogo del “deserto dei Tartari” che, arroccato nella sua Fortezza Bastiani, scruta l’orizzonte in attesa non di nemici ma di rinforzi, di agenti giovani che a causa della spending review e di una gestione politica del personale che lascia a desiderare, non arriveranno mai.