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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/11/2012  -  stampato il 04/12/2016


Il Solitario: colui che sparla dei Sindacati dal calduccio della sua poltroncina

Il titolo non vi tragga in inganno. Non vi vogliamo illustrare il regolamento del classico gioco a carte, ma segnalarvi una realtà sindacale, la quale giorno dopo giorno il comportamento del “solitario” crea danni irreversibili che si espandono a macchia d'olio in quel pianeta denominato “carceri”. Si, proprio così, il “solitario” - purtroppo - produce solo effetti negativi per tutti gli appartenenti del Corpo della Polizia Penitenziaria.

Ci permettiamo di esprimere una considerazione – del tutto personale – prima di passare al punto cardine dell’argomento da trattare.

Siamo assidui lettori della rivista mensile Polizia Penitenziaria & Sicurezza - che da oltre 20 anni arriva puntuale in tutti gli istituti a cura della Organizzazione Sindacale  S.A.P.Pe. Questa rivista è proprio il caso di dirlo, non conosce tagli, decurtazioni, ne tanto meno la spending-review, poiché ancor prima di arrivare in forma cartacea, è ben consultabile anche sul sito Internet del Sindacato.

Per chiunque appartiene alla Polizia Penitenziaria, non è cosa di poco contro trovare una rivista nel posto di lavoro da sfogliare e consultare , la quale tratta argomentazioni riguardanti il delicato compito del Poliziotto Penitenziario, sempre aggiornata, specialmente in questo periodo di crisi economica (dove diventa indispensabile fare i conti anche con il caro prezzi), eppure la  rivista mensile di Polizia Penitenziaria & Sicurezza S.A.P.Pe è sempre presente!!!

Ormai, dopo 20 anni di presenza, la rivista è diventata un'icona importante per il Poliziotto, perché la si trova ovunque: dai cassetti della scrivania dei reparti detentivi, nei tavolini dello spaccio, in vari posti di servizio, e putacaso si trova appoggiata anche sulle scrivanie dove si accomodano i noti "solitari".

Un'altro servizio molto  importante che vanta la Organizzazione Sindacale S.A.P.Pe rispetto altre,  è  quella di possedere un sito  internet aggiornato in tempo reale il quale offre risposte, suggerimenti, possiede un archivio storico riguardanti le circolari e cosa di non poco conto, è arricchito con  la trasmissione del Telegiornale - esclusivamente riservato agli appartenenti della Polizia Penitenziaria - , con l'unico vantaggio di poterselo guardare stando seduti davanti al PC, cosa chelo fanno anche i“solitari”, ma per paura non lo dicono!!!!

Nel sito internet, inoltre, viene data dimostrazione della trasparenza in cui l’O.S. S.A.P.Pe fa sindacato, tant’ e che vengono pubblicate missive presentate alle Direzioni dei vari istituti Penitenziari, lettere avanzate all'Amministrazione Penitenziaria Centrale e guarda caso, anche i noti personaggi “solitari”, consultano spesso e volentieri il sito internet del S.A.P.Pe.

Fatta questa premessa, vorremmo descrivervi dettagliatamente chi sono i noti “solitari” e a chi ci riferiamo. Essi sono persone fisiche che vestono l’Uniforme della Polizia Penitenziaria, i quali a tutt’oggi non aderiscono ad alcuna Organizzazione Sindacale, per moltissimi interessi personali tenuti all’oscuro di tutti.  Essi si identificano in quella cerchia di Poliziotti Penitenziari “solitari”…, poiché sono molto silenziosi, amanti della solitudine, vivono nella tranquillità, coltivano segretamente i propri interessi personali, e quindi non possono condividere le grida dei sindacati e dei colleghi, (quelli che lavorano a servizio a turno,  quelli che ogni giorno si presentano in servizio nei reparti detentivi, quelli che eseguono traduzioni su mezzi indecorosi, quelli che sono costretti a viaggiare senza alcun anticipo economico di missione, quelli che lavorano nei reparti detentivi e non si possono permettere una pausa caffè perché non trovano un cambio ecc), i quali lamentano la disperazione e il disagio lavorativo in cui si trovano quotidianamente a dover sopportare, per non parlare della totale indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale.

E’ proprio il caso di dirlo che i noti “solitari”, molto spesso appartengono a quella classe di Poliziotti che, lavorano in ufficio dove non dovrebbero stare; svolgono l’orario flessibile; si concedono le pause caffè quando vogliono; sono esonerati dai turni notturni; non danno i cambi ai colleghi a turno per la consumazione del pranzo; non sono impiegati nelle perquisizioni mattutine; (che lungi da noi nel dire che essi non fanno il proprio lavoro), …e quando – purtroppo – parlano, sanno solo dire ciò che gli viene imposto di dire, e cioè che i sindacati non fanno nulla!!!!!

Questi signori in Uniforme, che non aderiscono ad alcuna Organizzazione Sindacale, “sindacalmente parlando” ,  sono considerati iscritti e/o associati a tutti gli effetti con l’Amministrazione Penitenziaria, ne condividono le decisioni, sposano le continue indifferenze rispetto le problematiche che quotidianamente le O.S. gli prospettano, condividono l’eterno silenzio dell’Amministrazione Penitenziaria  (a discapito dei Poliziotti Penitenziari), altrimenti, se i noti “solitari” stessero male in servizio, allora si che si iscriverebbero al sindacato e correrebbero ai ripari.!!!.

Carissimi colleghi “solitari”, se ad oggi abbiamo ottenuto grandi risultati,  moltissimi cambiamenti migliorativi nei confronti del Corpo della Polizia Penitenziaria, è tutto merito esclusivamente dei sindacati.

La sinergia che esiste tra la Segreteria Generale  S.A.P.Pe, e le consorelle Locali, Provinciali, Regionali  di tutto il territorio Italiano è sinonimo di garanzia, non a caso il S.A.P.Pe è il sindacato più rappresentativo della Polizia Penitenziaria.

La forza sindacale che contraddistingue il S.A.P.Pe  è la sinergia, la cooperazione tra delegati, l’etica sindacale, l’esperienza sul campo e la capacità di non farsi intimorire da nessuno, cercando di tutelare i poliziotti penitenziari e di fare solo ed esclusivamente gli interessi di tutto il Personale di Polizia Penitenziaria. 

Ci auguriamo che la storia del “solitario” che vi abbiamo voluto raccontare, a qualcuno non gli fischi l’orecchio,  soprattutto a quel qualcuno  (che sempre in silenzio e di nascosto), spesso e volentieri consulta il sito del S.A.P.Pe, legge appassionatamente la rivista e stando seduto davanti al PC  si concede la visione attentamente del TG della Polizia Penitenziaria.