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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2012  -  stampato il 10/12/2016


Christian Ginepro: all’Astrea mi hanno dimostrato qual č il vero spirito dello sport

“Per tutta la partita mi hanno ripetuto: Ginepro, li mortacci tua, li hai pagati tu gli arbitri? Gli ho risposto: a Regà, non possiamo permettercelo!”.

Immaginatevi la scena: stadio Casal del Marmo, impianto sportivo all’interno del carcere minorile di Roma, casa dell’Astrea Calcio, squadra della Polizia Penitenziaria.

In campo la Vis, sugli spalti un unico supporter biancorosso:

Christian Ginepro, attore pesarese e tifosissimo vissino.

Ogni domenica, anche se fra teatro, fiction e cinema si trova in giro per l’Italia, non perde l’occasione di seguire la radiocronaca via streaming e consultare i siti internet pesaresi. Mercoledì ha preso la palla al balzo e ha indossato la maglia ufficiale della Vis, quella con la scritta Ginepro sulle spalle, ottenuta comprando l’abbonamento da Prodi Sport. E pazienza se allo stadio c’era solo lui.

“Devo aver fatto simpatia ai tifosi dell’Astrea” - racconta – “Prima, nonostante avessi il biglietto ‘prato’, mi hanno fatto salire in tribuna, poi mi hanno offerto il caffè e infine mi hanno pure accompagnato in auto alla stazione. Magari fosse sempre così. Meriterebbero un gemellaggio. E durante la partita ci siamo pure sfottuti senza pietà: io ho esultato al gol di Vicini, loro a ogni decisione dubbia dell’arbitro mi chiamavano per nome, leggendolo sulla mia maglietta, domandandomi se l’arbitro l’avessimo pagato noi...”.

Sarà la simpatia, sarà perché in fondo, con la divisa, lui ci ha pure lavorato (faceva il poliziotto Italo Nuzzi della fiction Rai “Che Dio ci aiuti”), sarà perché la Vis dei giovani dove va, alla fine, non sfigura mai. E pazienza se in una partita e mezza, alla fine, abbia ottenuto solo un punticino.

Colpa del pareggio, siglato al minuto 89, del laziale Di Iorio. Un furto? No, ci mancherebbe.

E non solo perché si giocava nello stadio della Polizia Penitenziaria. Ma perché la Vis, nonostante una prestazione che Leonardi ha definito “altalenante”, farcita cioè di sofferenza nel primo tempo e poca lucidità nella ripresa, era comunque riuscita fin lì a salvaguardare la rete del vantaggio griffata Vicini (al quarto gol in 10 giorni, considerando anche i primi 45’ disputati con l’Astrea e poi azzerati per impraticabilità del campo).

“Gli ultimi 15 minuti del primo tempo e gli ultimi 10 del secondo ci hanno messo sotto” - è la disamina di Ginepro - , “quindi il pareggio alla fine ci stava. Avevo visto la Vis contro Maceratese e Ancona e devo dire che, però, mi sono sembrati cresciuti. Cremona non ha avuto molti rifornimenti ma la squadra ha lottato sempre. E Foiera è stato enorme. Abbiamo fatto una partita con gli attributi e loro non se lo aspettavano. Nel finale, dove non sono arrivati i polmoni, è arrivata la concentrazione. Paoli ha giocato da Dio. Molto bene anche Ridolfi. Il voto più alto lo do però ai dirigenti dell’Astrea: hanno dimostrato qual è il vero spirito dello sport. Non vedo l’ora di rivedere la Vis al Benelli: lo farò prima di Natale, quando tornerà a Pesaro dalla mia famiglia. Non mancherò: c’è Vis-Jesina. Daje Vis”.

 Gianluca Murgia
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