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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/12/2012  -  stampato il 11/12/2016


La sorveglianza dinamica

 

LA SORVEGLIANZA DINAMICA
di Leo Pardì
La definizione potrebbe sembrare un po’ comica
Stiamo parlando di “Sorveglianza Dinamica”
Un concetto difficile da metabolizzare
Ma al quale, a quanto pare, ci dovremo abituare
E’ una linea di cambiamento
Che l’Amministrazione vuole adottare
Come applicarla, però, ancora lo dobbiamo capire
È sicuramente un progetto più ampio
Che delle nostre certezze farà scempio
Noi abituati a mettere un agente dietro ogni cancello
A marcare il personale civile come un francobollo
A diffidare sempre dei volontari
A biasimare educatori, psicologi e professori
A muoverci all’interno di un modello “infantilizzante”
Ci proietteremo in un futuro “responsabilizzante”
Non sarà affar di poco, dei nostri dirigenti ci vorrà la scienza
Per passare dal controllo del detenuto, alla conoscenza
Dovremo ampliare gli elementi del trattamento
Al fine di rendere attuabile il cambiamento
Ma in un contesto di carenze strutturali
Di mancanza di risorse umane e finanziarie
Con il veto dei retaggi culturali
Riusciremo ad applicare queste idee (per certi versi) rivoluzionarie?