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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/12/2012  -  stampato il 05/12/2016


Il CED funziona anche senza Direttore da mesi: grazie alla Polizia Penitenziaria e al personale del comparto ministeri

Più di un mese fa auspicammo da queste pagine un segnale di collaborazione tra le due componenti del CED: quella “storica” della Polizia Penitenziaria e quella altrettanto importante del Comparto Ministeri. 

Il CED del DAP: tra "Colonnelli" dell'amministrazione penitenziaria e Generale dei Carabinieri, come andrà a finire?

E la risposta è arrivata: una risposta silenziosa, ma molto, molto, molto importante.

Ed è un successo!

E' stata una risposta silenziosa perché non è accaduto nulla di grave. Le applicazioni che mandano avanti i dati e le informazioni del Dap, da cui dipendono tante altre articolazioni dell'amministrazione pubblica (Tribunali, Forze di Polizia...) hanno continuato a funzionare e tutto questo è avvenuto nonostante i tagli ai fondi per l'informatica.

Ma soprattutto è accaduto senza un Direttore Responsabile da mesi! Nel CED infatti, manca il Direttore dal giugno scorso cioè da quando Giovanni Tamburino non ha voluto confermare il Generale degli Agenti di Custodia Angelo De Iovanna alla direzione del CED, pensando di poterci piazzare un Generale dei Carabinieri che era oltretutto già in pensione! 

Un Generale in pensione dei Carabinieri a capo della banca dati della Polizia Penitenziaria

Questa anomalia tutta dappiana, dove per una volta tutto sembra funzionare (caso quasi unico), ha due significati.

Il primo, come quasi tutti sanno, è che al CED non serve un Dirigente Informatico con tutti i titoli accademici a posto. Un Dirigente deve dirigere, amministrare, prendere decisioni certo, ma queste decisioni possono (anzi devono) essere consigliate e mediate dai propri sottoposti/collaboratori che del CED e delle problematiche dell'amministrazione penitenziaria, conoscono vita, morte e miracoli.

Il secondo significato è che la componente “in divisa” e quella “civile” del CED, sembrano aver iniziato una proficua collaborazione e pare proprio che siano state sotterrate le asce di guerra che per tanti anni hanno vibrato in aria (e qualche volta sono state usate), provocando danni per tutti.

Questi sono tempi difficili per tanti motivi: la crisi economica, la carenza di personale, il sovraffollamento... per cui sembra di poco conto che nel DAP ci siano poliziotti e ministeriali che iniziano a lavorare insieme, ma se così non fosse, si rischierebbe di chiudere un settore strategico di tutta l'amministrazione penitenziaria.

Nei piani alti questo non lo capiscono, anzi, per Giovanni Tamburino è del tutto normale designare un Generale dei Carabinieri in pensione a capo del CED... con la scusa che ha i titoli per assumere quell'incarico.

La "partita" di Tamburino non è ancora chiusa perché è vero che del Generale dei Carabinieri si sono perse le tracce, ma è pure vero che il Ministro Severino ancora non ha risposto alla lettera del Sappe che chiedeva conto e ragione delle scelte del Capo Dap.

 IL SAPPE SCRIVE AL MINISTRO SEVERINO: NON FIRMI LA NOMINA DEL GENERALE DEI CARABINIERI A DIRETTORE DEL CED! 

Senza contare il fatto che da un Capo del DAP che teorizza lo "scendere a patti" con i detenuti, ci si può aspettare di tutto, anche che rispolveri il Generale Carabiniere, soprattutto in questi ultimi mesi del suo mandato al DAP...

Servono quei titoli per dirigere il CED? No.

L'esperienza di questi mesi HA DIMOSTRATO che il CED ha bisogno di qualcuno che diriga e non di qualcuno con una pergamena incorniciata appesa dietro la scrivania.

Semmai servirebbe che venissero messe in atto le indicazioni dell'ex Capo del DAP Ettore Ferrara nella lettera del 23 gennaio 2008 (protocollo n. GDAP-0028654-2008) e del suo Vice Armando D'Alterio (i cui estremi dell'intervento ora mi sfuggono).

Servirebbe buon senso, buona volontà e un buon Capo Dipartimento che sappia leggere quello che hanno già scritto i suoi predecessori...

L'esperienza di questi mesi HA DIMOSTRATO che poche persone possono ancora fare la differenza e da queste pagine vogliamo ringraziare (tutti noi della Redazione di poliziapenitenziaria.it) i colleghi della Polizia Penitenziaria che hanno permesso tutto ciò e in particolare il Sostituto Commissario che è riuscito a mediare le tante situazioni difficili che il CED ha dovuto fronteggiare in questi mesi, nonostante i tagli ai fondi, l'indifferenza del DAP e l'assurda pretesa di insediare un Carabiniere in pensione a Capo del CED!

Grazie ragazzi!

 

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