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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/12/2012  -  stampato il 04/12/2016


Bacco, Tabacco e meno male che non ce . Venere

Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria – non passerà mai Commissario Capo) dopo aver appreso della maxi rissa successa a Bologna, causata dall’alcool ingurgitato da un gruppo di extracomunitari, ha fatto delle interessanti riflessioni. Il vino per i detenuti non è un diritto come lo è il colloquio con la famiglia, la telefonata o l’ora d’aria. Il vino è un pericolosissimo alimento venduto al sopravvitto, in quantità modiche a dire il vero ma, se un detenuto ad esempio si vuole ubriacare, basta che lo “marchi” agli altri 5 componenti la sua cella che subito abbiamo un litro e mezzo al giorno, (nelle celle a 4 un litro al giorno, 250 cl a testa) e ubriacarsi con un litro e mezzo di vino è cosa molto facile. Ci sono poi detenuti che al vino aggiungono medicinali formando un mix esplosivo; altri che lo comprano dagli stessi compagni di cella, dando in cambio pacchetti di sigarette, per accumularlo poi e berlo tutto in un sol colpo. E dire che l’acquisto del vino pare sia giustificato perché serve ad insaporire gli alimenti………..

Dopo l’ennesimo episodio di violenza successo in carcere a causa del vino o comunque indirettamente causato dal vino, il mio amico Commissario decise che era l’ora di finirla con questo vino. Bacco non avrebbe più albergato in quel carcere e con un provvedimento coraggioso emanò una disposizione, avallata immediatamente dal suo direttore ed eliminò il vino dal Mod.72, d’altronde il vino non è un diritto ed il suo uso improprio mette a repentaglio la sicurezza e l’ordine dell’Istituto. Già abbiamo tanti problemi con il Tabacco, con detenuti sempre pronti a tagliarsi o ad aggredire per una sola sigaretta,….e meno male che non abbiamo Venere….poichè come dice un antico detto trasposto ai giorni nostri: Bacco, Tabacco e Venere riducono la Polizia Penitenziaria in cenere.

In quel carcere, pare che siano diminuiti drasticamente gli episodi di violenza e i traffici legati all’acquisto o baratto con altri generi, del vino. Allora io mi chiedo: ma se l’ha fatto il Commissario Ultimo, il più scarso dei Commissari d’Italia, perché gli altri non seguono il suo esempio e forzano la mano eliminando il vino dal mod.72 del sopravvitto? Motivi di sicurezza. Nessuno vi potrà mai criticare per questo. State tranquilli che qualche detenuto si lamenterà per qualche giorno con la scusa che non può mettere il vino sulla fettina di carne o sulla salsiccia, ma nel giro di una settimana nessuno più si ricorderà che esisteva il vino nel mod.72

E’ un abuso anche questo? Non credo. Credo invece che bisogna nuovamente uscire gli attributi, specie i direttori e se a qualcuno manca il coraggio, rivolgo un appello al nostro flemmatico Presidente Tamburino, un po’ come fece Nanni Moretti con D’Alema quando gli disse: D’Alema reagisci… dì qualcosa di sinistra…. Allo stesso modo dico al Presidente: reagisci fai qualcosa per i poliziotti penitenziari, come ad esempio emanare una circolare con la quale autorizzi fin da subito quei direttori non proprio cuor di leone, a fare eliminare il vino dal Mod.72 in caso di episodi di violenza legati all’abuso di alcool, o quanto meno a sospendere l’acquisto del vino a tempo determinato.

Io credo che sia un primo passo per rendersi simpatico alla Polizia Penitenziaria, e poi magari parleremo di Vigilanza Dinamica; intanto diamo un segnale forte alla popolazione detenuta che questa Amministrazione è capace di offrire opportunità trattamentali ma è anche altrettanto capace di irrigidirsi di fronte a questi avvenimenti di violenza gratuita e inaudita.