www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/01/2013  -  stampato il 03/12/2016


Fermare l'immunitÓ dei Dirigenti del DAP. Cosa pu˛ fare la Polizia Penitenziaria?

Due secoli e mezzo fa Montesquieu definiva “sicurezza” la certezza del cittadino di non essere sottoposto a giudizi e punizioni arbitrarie da parte dell'autorità.

E fino a qui, almeno sulla carta, come Società ci siamo arrivati. Esistono infatti vari gradi di giudizio e possibilità di appello e ricorso verso le decisioni dell'autorità, di qualunque grado essa siano.

Ogni singolo poliziotto penitenziario è sanzionabile e al tempo stesso garantito, dal Decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449 “Determinazione delle sanzioni disciplinari per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria e per la regolamentazione dei relativi procedimenti”, e più in generale, come Polizia Penitenziaria, esiste la possibilità di riunirsi in associazioni sindacali che (almeno dovrebbero) garantiscono i diritti della categoria dei poliziotti penitenziari.

Queste varie forme e gradi di garanzia di sicurezza però, per essere pienamente efficaci, dovrebbero essere opportunamente seguite e quindi rese effettive, da un qualche intervento sanzionatorio, quantomeno amministrativo, nei confronti di chi, in un determinato contesto, ha soggettivamente incarnato l'autorità; altrimenti, la persona fisica che in un determinato periodo di tempo assume il ruolo di autorità amministrava, potrebbe essere tentata di prendere decisioni anche in palese contrasto con la Legge, certa del fatto che, nella peggiore delle ipotesi, i vari gradi di giudizio previsti a garanzia del poliziotto penitenziario e più in generale della Polizia Penitenziaria (o del cittadino), annulleranno i soli effetti delle sue decisioni e mai sanzioneranno la sua carriera o la sua persona fisica.

Tutto ciò nel tempo ha determinato una sorta di sensazione di “immunità” da parte dei Dirigenti del DAP che ha fatto credere loro di poter assumere decisioni anche in palese contrasto con la Legge. Essi hanno contato anche su tre motivi strutturali.

Il primo è che sono tali e tanti i contenziosi tra Amministrazione e singoli dipendenti, che è difficile tenerne traccia.

Il secondo è che i contenziosi, nella maggior parte dei casi, si prolungano per anni e spesso la persona fisica che ricopre il ruolo di quella determinata autorità, cambia nel tempo, rafforzando ancora di più quella sensazione di “immunità” in quanto, l'eventuale sentenza di illegittimità amministrativa può sempre essere fatta ricadere sul proprio predecessore o sul proprio successore.

Il terzo motivo per cui i Dirigenti dell'Amministrazione penitenziaria godono di una immunità (di fatto) riguardo le loro decisioni erronee, è che l'eventuale ricorso avverso le decisioni sbagliate dell'Amministrazione, riguardano solo il singolo poliziotto o un ristretto gruppo di persone, facendo percepire negli altri poliziotti che la faccenda riguardi i soli ricorrenti.

Questo senso di estraneità da parte dei poliziotti, a sua volta, è rafforzato da un altro fattore. Non esiste ancora un luogo dove poter conoscere tutto ciò che avviene (di giusto e di sbagliato) nelle varie Direzioni e Uffici del DAP, comprese le diverse ramificazioni periferiche dell'Amministrazione penitenziaria. Molto è stato fatto con questo stesso Blog della Polizia Penitenziaria, il primo e l'unico fino ad ora (e sono sicuro che mai ci sarà una degna imitazione) che ha ospitato interventi di denuncia e di aperto contrasto contro le decisioni erronee dell'amministrazione penitenziaria. Ma ancora non basta. Serve uno strumento efficace per far interagire ogni singolo poliziotto con ogni altro singolo suo collega. Uno strumento che offra la possibilità alla Polizia Penitenziaria (intesa come comunità) di potersi confrontare su determinate questioni inerenti il proprio lavoro e che permetta l'effettiva percezione ad ogni singolo poliziotto penitenziario, di essere parte di una collettività viva e forte. La stragrande maggioranza di tutta l'Amministrazione penitenziaria!

Su questo nuovo (auspicabile) strumento non posso dilungarmi oltre perché ci saranno importanti novità nelle prossime settimane!

Invece per quanto riguarda la possibilità di conoscere e tenere traccia delle “immunità” dei nostri Dirigenti, vi rimando all'apposita sezione di questo Blog che tratterà i ricorsi al TAR che riguardano l'Amministrazione e la Polizia Penitenziaria che proverà a fare un passo in avanti affinché i nostri Dirigenti la smettano di considerarsi al di sopra della Legge.

Ho detto che ci proveremo perché nulla sarà più efficace delle segnalazioni di ogni singolo poliziotto penitenziario. Spero che da tutta Italia ci sia almeno qualcuno che si senta ancora parte di un Corpo di Polizia dello Stato e che collabori con noi per rivendicare i diritti della Polizia Penitenziaria e ritrovi in sé la dignità di “Uomo di Stato” qual'è.