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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2013  -  stampato il 10/12/2016


Nuova circolare sulla legge 104: aggiungiamo confusione alla confusione!

Mentre tutti noi eravamo alle prese con le feste natalizie, tra panettoni, torroni e dolciumi vari, il Direttore Generale del Personale e della Formazione, dando prova di spiccata solerzia, provvedeva ad emanare una lettera circolare avente ad oggetto la legge 104/92.

Invero, tutti noi credevamo ingenuamente che la lettera circolare finalmente recepisse le novelle legislative intervenute all’insegna di una maggiore tutela per il disabile ancor prima che per il dipendente, invece con stupore abbiamo dovuto constatare che è stata riesumata la disciplina ante novella ancor più restrittivamente interpretata.

Così, a fronte di orientamenti giurisprudenziali pro disabile, il suddetto Direttore Generale, di recente nominato giudice laico della Corte di Appello del Vaticano, ha ritenuto di aderire invece ad uno dei pochi orientamenti pro Amministrazione, laddove, per la sede cedente, il diritto resta limitato nei casi in cui quest’ultima sia gravata da una carenza di personale, tale, cioè, che un ulteriore depauperamento delle risorse umane potrebbe comportare un pregiudizio per l’interesso pubblico, con danno per la collettività.

Peccato che tale valutazione rimanga estranea all’Amministrazione allorquando si tratti di assegnare funzionari o unità del Corpo al DAP, privando gli Istituti di figure essenziali: come sono ballerini questo interesse pubblico e questa collettività.

Forse non era il caso di attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato in seduta plenaria e l’emanazione della legislazione attuativa di cui all’articolo 19 della Legge 183/2010 prima di adottare direttive così penalizzanti per il disabile, atteso che  la terza sezione reintroducendo il requisito della esclusività sembra essersi posta in contrasto con la novella legislativa entrata in vigore a novembre del 2010?

Con viva considerazione la vostra Araba Fenice.