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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/01/2013  -  stampato il 06/12/2016


Lo Stato dovrÓ risarcire quasi un Milione di euro a 170 colleghi della Polizia Penitenziaria

5.250 euro, per un totale di quasi un milione di euro: questa è la somma che il Ministero dell’Economia dovrà risarcire agli oltre 170 Poliziotti Penitenziari pugliesi in servizio presso le carceri della regione a seguito della sentenza emessa dalla Corte di Appello di Perugia in data 01.12.2012 e depositata in data 16.01.2013.

Tutto nasce da un ricorso presentato dai lavoratori penitenziari pugliesi presso il TAR di Roma nel 1999 per vedersi riconosciuti dei diritti inerenti il lavoro straordinario svolto e non conteggiato tra le indennità percepite dai suddetti. Tale procedimento veniva definito con sentenza del 19.12.2008, ad oltre nove anni dalla richiesta avanzata dai lavoratori. Così la Corte di Appello di Perugia ha stabilito la sussistenza della violazione dell’articolo 6 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per cui l’Italia ha introdotto nel Marzo 2001 una norma a tutela del cittadino, la legge Pinto (89/2001). Il ricorso sapientemente e professionalmente argomentato è stato presentato per conto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria dallo Studio Legale Putignano di Bari.

"Ancora una volta lo Stato Italiano viene condannato poiché non riesce ad assicurare la tutela giurisdizionale in tempi ragionevoli e ciò deriva dal malfunzionamento del sistema processuale nel suo complesso, da intendersi come incapacità di apprestare un organizzazione giudiziaria adeguata" è stato il commento alla sentenza del segretario nazionale del SAPPE, Federico Pilagatti. "Ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno ed è necessario che la politica affronti tale problematica in maniera seria ed organica il più presto possibile, altrimenti i danni ormai ingenti al tessuto ed alla credibilità nazionale diverranno irreparabili”.

"E’ inaccettabile" prosegue Pilagatti "che i cittadini così oberati dalle tasse, debbano pagare due volte le inefficienze di una burocrazia e di un sistema che non ha paragoni in nessun paese al mondo".

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